L’intruso… chi è?

Nuova rubrica per questo blog: “L’Intruso”…

Già il nome è scelto per accattivare, soddisfo subito la vostra curiosità… sono Luigi Ramunni, corrispondente da Conversano per il quotidiano “Il Levante”… un quotidiano che man mano sta crescendo sempre più di popolarità. Ma non è quello che ci interessa, vengo subito a presentarmi nello specifico: ho 20 anni, come dicevo scrivo per un quotidiano, sono un giornalista iscritto all’albo dei pubblicisti dal 2006.

Ho accettato con molto piacere di intrufolarmi nel blog di Civica Città al quale presto la mia collaborazione non in qualità di addetto stampa della campagna elettorale (questo per sgombrare il campo da equivoci, e se mai Civica Città si evolverà in una lista), ma in qualità di voce critica nei confronti di tutto quello che osservo.

Non sono qui per autocelebrarmi, non è nel mio stile: e allora, cosa farò? Beh, innanzitutto mi sforzerò di essere una voce fuori dal coro, commentando a modo mio tutto quello che si legge sui giornali, specie quelli locali. Qualcuno dirà: ma coinvolgerai nell’analisi il tuo stesso giornale per il quale scrivi (e sei retribuito)? Risposta: certo, i miei errori saranno i primi ad essere analizzati. Sapete perché? E’ sempre meglio correggere il tiro alcuni giorni dopo, piuttosto che lasciare tutto nel vago, la libertà, ma soprattutto il diritto, all’informazione, sono due cose sacrosante. E quale miglior strumento di una “civica città”, rappresentazione in rete di un’agorà reale, può servire allo scopo?

Vi racconto intanto l’ultima mia furbata. Sulla pagina cittadina odierna del quotidiano, mi sono inventato (lo dico proprio alla conversanese, non avrete mai paroloni da me ma soltanto espressioni popolari) un esperimento: quello di prendere due determinazioni (atti pubblici fatti dai dirigenti comunali), e metterle in pagina senza un motivo. Ansia di riempire spazio? Manie di protagonismo? No, niente di tutto questo, semplice desiderio di informare i cittadini.

Per la cronaca, le due determinazioni riguardavano il compenso che il comune gira sotto forma di percentuale del riscosso alla Gestione Servizi, la famosa società mista dell’Ici e cose varie. La notizia, o se preferite, la “non notizia”, è questa: in sei mesi la G.S. ha incassato 230mila euro dal comune, pari al 4,90% sull’effettivo riscosso, e al 10% sul riscosso in seguito a recupero da evasione. Percentuali anonime, se non fosse per almeno tre elementi: più volte alcuni consiglieri comunali hanno contestato la convenzione, andando persino dal Prefetto; il contratto è in scadenza ma la scadente (quella sì) amministrazione Judice sta facendo di tutto per rinnovarlo, sulla spinta di chissà quali pressioni; la Gestione Servizi è tristemente nota per la vicenda relativa alle “cartelle pazze”, con imposte aumentate vorticosamente, a volte anche triplicate. Chi vogliono prendere in giro?

Et voilà: Documento 1…

 

… e documento 2!

27 Risposte a “L’intruso… chi è?”


  1. 1 catjnrc 29 Gennaio, 2008 alle 9:02 pm

    ciao!
    ormai sei imprevedibile.

    un salutone

    catj

  2. 2 luigiramunni 29 Gennaio, 2008 alle 10:27 pm

    Cerco sempre di variare. Eppure chi mi conosce sa cosa mi sta succedendo. Grazie del commento!

  3. 3 Francesco 30 Gennaio, 2008 alle 10:06 am

    La questione mi è nota e non credo si tratti di una tua idea ma di una vera e propria “fissazione” di Agostino Gaeta detto “Er Sòla” ovvero il deus ex machina de “il Levante”. Basta conoscere la storia personale del “tipo” per leggere bene in filigrana la sua “firma” nell’interessamento relativo alle società miste per la riscossione dei tributi. Su questo tema infatti si è “scornato” già nel Lazio tanto che è stato solo campione -finora- di vari fallimenti societari. Da qui la fuga in Puglia. Il segno lasciato dietro di sè come Pollicino sono le decine e decine di protesti bancari che lascia sul terreno. Ma lasciamo perdere si tratta di vicende nauseabone e che ancor oggi gridano vendetta. Nel Lazio sono numerosissime le persone che aspettano di menarlo ben bene. Ed a ben pensarci, i motivi non mancano!

  4. 4 luigiramunni 30 Gennaio, 2008 alle 3:19 pm

    Caro Francesco,
    il mio intento non è stato quello di perseguire una “fissazione” altrui, come la chiami tu, ma semplicemente quello di informare i cittadini su quello che si spende in Comune. Credo di essere l’unico che riporta per filo e per segno moltissime determine, acquisendole a mie spese, con l’unica intenzione di rendere pubblici certi emolumenti. Pazzia? No, semplice senso civico: fossi un cittadino estraneo alle vicende di palazzo, vorrei sapere proprio questo, vorrei essere in grado di fare i conti in tasca alla macchina amministrativa, proprio come affermano le leggi sulla trasparenza che vengono sbandierate solo quando fanno comodo.
    Se no, a cosa serve l’Ufficio Relazioni con il Pubblico? E’ sempre stato questo il mio obiettivo… facendo il giornalista (un termine che non mi piace perché sappi che non sono una persona facilmente inquadrabile in una categoria ben definita) perseguo questo traguardo indipendentemente dalla testata che mi ospita. Lo sto facendo su “Il Levante”, semplicemente perché me ne è stata data la possibilità qui. E ti assicuro che nessuno è venuto mai a suggerirmi, tra i miei superiori, questo o quell’articolo solo per spingere la parte politica avversaria… o per tramare chissà cosa!
    E aggiungo che ho riportato la cosa qui soltanto perché a mio modesto modo di vedere si coniuga bene con le necessità di trasparenza che proprio CivicaCittà richiede alla base dell’attività politica e culturale di cui si occupa e si occuperà.
    Luigi Ramunni

  5. 5 luigiramunni 30 Gennaio, 2008 alle 3:24 pm

    Scusami, ci tenevo inoltre a sottolineare che non sono il “paladino” di nessuno. Sto solo lavorando rendendo il giornale foriero di notizie più trasparenti possibili…

  6. 6 Luigi 30 Gennaio, 2008 alle 6:04 pm

    riporto “E ti assicuro che nessuno è venuto mai a suggerirmi, tra i miei superiori, questo o quell’articolo solo per spingere la parte politica avversaria… o per tramare chissà cosa!”

    Posso semplicemente confermare le parole di Luigi Ramunni in merito alla sua libertà di scrivere senza “dettami dall’alto”.

    Continua così, un abbraccio.

  7. 7 luigiramunni 30 Gennaio, 2008 alle 9:59 pm

    Grazie del sostegno.
    Alcune domande per indirizzare la discussione ed entrare nella parte attiva, dato che siamo entrati nell’argomento:
    - Secondo voi è giusto rinnovare il contratto alla società mista?
    - Quanto è fattibile la gestione diretta dei tributi?

  8. 8 Francesco 2 Febbraio, 2008 alle 10:55 am

    Ok, ok, posso solo augurarti tanti vivissimi auguri. E’ ovvio che agire civilmente attraverso la strada della corretta informazione è un sentiero che mi trova d’accordo con te. Lo dimostra la lunghissima sequenza di querele che ho ottenuto in questo senso da un’altrettanto sterminata folla di cialtroni. Infatti, la gran parte di esse è stata rimessa, oppure non ha avuto esiti positivi per le controparti e quando questo è accaduto ciò è stato solo quando strettamente correlato ad una profonda incapacità di percepire lo stato delle cose da parte della Magistratura nel settore del giornalismo di denuncia, su questo sto scrivendo persino un saggio che sarà pubblicato a breve con dovizia di annotazioni e dati. Ti chiedo solo di fare molta attenzione a chi muove i fili dentro “Il Levante” per conto dell’Editore, perché ne derivano solo disillusioni, problemi e denaro mai versato. Ma è ben altro discorso.

  9. 9 luigiramunni 2 Febbraio, 2008 alle 1:56 pm

    Sì infatti non stavamo parlando di “Il Levante” o “Il Ponente”.

    Ti dico che stavo per beccarmi alcune querele anche io: nello specifico, un paio, da altrettanti consiglieri comunali. Per fortuna (loro) prima di agire, ci hanno pensato su più di una volta.

    Spero che continuerai a seguire i miei posts qui e sappi che sarò uno dei primi a leggere il tuo saggio.

  10. 10 Francesco 2 Febbraio, 2008 alle 3:49 pm

    Grazie mille, caro, ti auguro ogni bene nella professione giornalistica: è difficile comunicare quanto è bello fare il lavoro che si desidera fare nella vita, così com’è molto difficile comunicare quanto è alto il prezzo da pagare in termini esistenziali, in tal senso! Non dimentichiamo di citare poi quel che accade in zone pericolose come in caso di guerra o di lotta alla mafia o ai poteri forti. Ma il giornalismo permane come una delle più belle professioni del Mondo, non credi? Un caro e grandissimo abbraccio!
    Francesco

  11. 11 luigiramunni 3 Febbraio, 2008 alle 1:35 pm

    Sì sono d’accordo.
    Il giornalismo è un mestiere di precari di haute qualité, e di presunti tali.

    Io preferisco appellarmi “onesto manovale dell’informazione”. Mi calza meglio.

    P.S. Ora mi piacerebbe capire chi sei. Soddisferai questa mia curiosità?

  12. 12 Francesco 4 Febbraio, 2008 alle 10:32 am

    Certo, puoi chideremi tutto quel che vuoi. Sono giunto a te grazie a http://www.alice76cat.blogspot.com, quindi anche Caterina è informatissima su di me, anzi, lei è stata la prima a parlarmi di te. Hai un indirizzo di posta elettronica più riservato dove posso scriverti? Grazie mille. Francesco

  13. 13 luigiramunni 4 Febbraio, 2008 alle 2:36 pm

    Ho già provveduto a recapitarti un mio indirizzo di posta elettronica.

  14. 14 Nemici di Zorro Galliano-Mancini 24 Febbraio, 2008 alle 7:37 pm

    Se decidiamo di querelarti per ciò che hai scritto sul progetto nido stai sicuro che non la ritiriamo!!!!Prima di pubblicare la lettera del Segretario Generale vai a leggerti tutte le repliche dei responsabili di area compresa quella dell’Avv. Cascella!

    Documentati “giornalista” e non fare campagna elettorale a nostre spese!!!!!

    I Dipendenti comunali responsabili della delibera

  15. 15 Maurizio Galiano 27 Febbraio, 2008 alle 10:15 pm

    Ciao sono Maurizio Galiano, quello con una L e non con due come quello indicato dai nemici.
    Se sono dipendenti comunali, ancora una volta stanno sbagliando in qualcosa e mi sa che anche sulla questione dell’asilo nido … perseverano nel farlo.
    Tendo a precisare che non è mia intenzione sindacare sulla positività dell’operazione di privatizzazione degli asili nido, servizio che probabilmente potrebbe trarre vantaggio da una gestione mista comune-privato, ma su come si è arrivati alla produzione degli atti.
    Palesi errori e delibere con corpo diverso, doppie firme ma con lo stesso numero. Vi sembra normale?
    Spero che non siate veramente dei dipendenti comunali ma soltanto persone attirate dai diretti interessati e dai proponenti politici che hanno necessità di fare “pettegolezzo” pur di essere sulla cresta dell’onda.
    Mi dispiace scrivere questo ma è la verità.
    Non so far politica ma un po’ di amministrazione me ne intendo. Diversamente chi ha scritto, peraltro ricattando un giornalista che fa il suo mestiere, non sa fare ne l’uno e ne l’altro.

    Invito a querelare me, per aver verificato la correttezza degli atti amministrativi.
    Invito inoltre ad uscire allo scoperto così come il sottoscrizzo “zorro” fa senza maschera e sicuramente senza interessi personali.

    Saluti

    ps: sapete dove trovarmi.

    ciao

  16. 16 Garcia 2 Marzo, 2008 alle 8:22 pm

    Zorro…zorro…zorro…di te il nemico ha paura…
    zorro…zorro…zorro…la tua spada ha una mira sicura…
    zorro…zorro…zorro…
    con te i cattivoni diventan provoloni,
    gli impiegati disoccupati o denunciati,
    i dirigenti tutti deficienti,
    le donne si strappan le gonne
    e gli alloggi ammobiliati su tuo consiglio abusivamente occupati,

    zorro…zorro….
    zan zan!!!!

    Firmato Capitano Garcia

  17. 17 Agostino Gaeta 25 Gennaio, 2009 alle 11:19 am

    Con la presente diffido i responsabili delsito a cancellare entro sette giorni dalla presente le ottuse esternazioni di tale Francesco Tortora rivolte al sottoscritto. Abbiamo già provveduto a denunciare Tortora per il reato di diffamazione ed ingiuria, a parte una denuncia inoltrata alla Procura di Latina nella mia funzione di Presidente della ooperativa Il Patto poichè il Tortora utilizzando strumenti aziendali era collegato a siti porno, ma fatto più grave siti di tortura e strani collegamenti con la Paesi asiatici.
    Decorsi sette giorni avvierò denuncia nei confronti del responsabile del sito, alla Procura competente ed alla Polizia Postale.
    Agostino Gaeta

  18. 18 Agostino Gaeta 26 Gennaio, 2009 alle 4:03 pm

    Gli articoli di Agostino Gaeta
    Volevamo parlare di sviluppo, di imprese. Volevamo far sentire la voce degli operatori più importanti dell’appaltistica locale. Il rifiuto sia pure cordiale è stato categorico. Intini e Fusillo hanno detto no. Ci rendiamo conto che questo sud vive retaggi di una carboneria meno riverente e meno nobile delle rivoluzioni storiche legate a questioni di indipendenza,ma considerato il momento di forte recessione e di stretta creditizia in corso, volevamo sentire il parere o le formule di quanti oggi fanno impresa e non sembrano subire fenomeni di sbilanciamento rispetto ad un sistema Paese logorato in ogni settore,quelli a reddito fisso quanto artigiani e commercianti. Per non parlare delle grandi fabbriche,vedi Natuzzi che presentano bilanci bucati da cifre esorbitanti.
    Sull’altro fronte le commistioni tra politica ed affari,metteno in evidenza enormi flussi monetari quasi a lasciare intendere che è in atto un golpe finaziario imprenditoriale guidato da una cordata di flibustieri che fanno del consenso uno dei mestieri più redditizi di questo secolo.
    Se tutto questo vi sembra poco e se il colpo di Stato mascherato da una falsa interpretazione del diritto in senso lato siano questioni che non meritino grandi spazi sui media,vuol dire che il destino di questa Italia è segnato e dobbiamo solo rassegnarci a vivere di stenti e di privazioni. Il rifiuto al confronto con chi legittimamente ne vorrebbe sapere di più perchè assiste indifeso a questo enorme divario socio-economico, lastrica percorsi imprevedibili se il triangolo incestuoso banche-politica-imprese continua a scaricare sul cittadino comune il costo della recessione e lascia il denaro circolante solo all’affarismo illegale che poi porta Presidenti regionali in galera. Il chiacchiericcio che si leva anche da queste parti non è da meno ed in special modo in privincia di Bari.
    Bitetto,Rutigliano, Conversano, tanto per citare a caso alcune realtà particolarmente agitate, sono segnali di indiscutibile instabilità e di probabile scollatura dei rapporti incestuosi, perchè i professionisti ridotti alla fame nel possibile intrigo affaristico, potrebbero essere i protagonisti della rivoluzione del sud barese. Per non parlare della costa, degli effetti di erosione istituzionale come sta accadendo a Polignano, dove Comune e Provincia duellano sugli interessi privati di lottizzazioni i cui protagonisti fruitori sono le stesse figure istituzionali. Assurdità che misurano il livello di degrado dove la conflittualità tra gli interessi privati dell’amministratore pubblico ed il suo lavoro nella Cosa Pubblica. Cosa aspetta Bovino a portare in Consiglio comunale la lottizzazione dei terreni di Divella e soci? Se non porta la questione in Consiglio e caso mai Fusillo dovesse decidere di fare il Porto la speculazione raggiungerà livelli impressionanti ed i Callea, i Ninì, i Fiume,banchetteranno beatamente sull’ennesima speculazione.

  19. 19 Agostino Gaeta 26 Gennaio, 2009 alle 4:06 pm

    Le opinioni di Agostino Gaeta
    Attenti al lupo
    di Agostino Gaeta
    Se Milano e l’altra Italia sono stati in grado di abbattere le scalate pericolose ai sistemi di potere,quali banche e giornali, il sud d’Italia ha pagato un prezzo altissimo al rampantismo politico che ha poi generato in alcune aree della Puglia, anomale formazioni di potentati, con molta probabilità apparati che scappavano dalla disastrosa tangentopoli dipietrista di quegli anni. Dalle costole del formicaio craxiano si sono costituite oligarchie dominanti, capaci di condizionare i piccoli centri dove meno evidente appariva l’espansione,l’arrogante ricchezza, per la carenza strutturale dell’impianto di comunicazione di massa.
    Una introduzione essenziale necessaria per capire meglio il fenomeno de Il Levante in Puglia ed il morboso desiderio di abbatterlo prima possibile. Intanto otto mesi sono passati e coloro che avevano pronosticato un crollo dopo due o tre mesi, hanno toppato, così come toppano tutti quelli che si ostinano a voler dipingere lo scrivente quale bandito un gradino sotto ad Al Capone.
    E’ stato un fulmine a ciel sereno un quotidiano in provincia di Bari senza i consueti annunci trionfalisti, che solitamente accompagnano la nascita dei giornali padronali, tanto che solo dopo qualche mese l’imprenditore che aveva voluto partecipare al lancio di una nuova testata a Bari e provincia, ha dovuto in gran fretta mollare per evitare la gogna o l’isolamento corporativo dei rampanti propiziatori di affari senza etichetta. Un quotidiano fuori dal controllo politico economico del sistema bancario pugliese, che è il dominus dell’affaire, di fatto resta una mina vagante ed allora il tiro al piccione continua attraverso varie forme di intimidazione tra cui le chiacchiere di uno strano pool in ambito legale che starebbe mediando in qualche modo per fermare tale iniziativa editoriale, attraverso un sistema deviato di natura istituzionale. O almeno altri sono gli editori ed i giornali che meriterebbero attenzione, come accadde quando Ricucci provò a scalare il Corsera. La fantasia di questi signori non conosce limiti, perchè anche la Puglia è ancora fortemente attaccata allo Stivale e le regole democratiche non si possono abbattere con presupposti di autoritarismo fascista o massimalista, come se l’impianto democratico del sistema Italia fosse capace di dar spazio a tentativi sovversivi, per vanificare la libertà di espressione e di pensiero. Lucifero è storia del passato,ripudiata anche da ex fascisti versione politico-affaristica-scopatrice di questo terzo millennio.
    I neo imprenditori rampanti ed i nuovi circensi di Palazzo, hanno scoperto che la donna ce l’ha diverso e per caso si sono accorti che avevano strumenti che potevano essere utilizzati in modo più proficuo della mera minzione. Ed è stato il caos,ancor peggio del tempo in cui quella brava donna di Eva fece franare il Paradiso.

    Il nuovo
    Levante

    Berlusconi non docet.
    Non ci sono Magistrati che decidono di mettersi insieme per demolire politicamente la destra. Quello lì è uno che ha fatto i soldi quando andava di moda il CAF. Avrà una spiccata abilità imprenditoriale, ma non è San Giuseppe che ebbe un figlio senza neppure averci provato.
    A parte gli errori che tutti possono commettere, i nostri Magistrati un giorno decisero di compiere una rivoluzione giudiziaria per sconfiggere la pirateria politica. Sono stati degli eroi e non abbiamo avuto il coraggio di riconoscerlo, perchè in fondo o in piccolo, siamo tutti dei potenziali Berlusconi.
    Allora se schegge della tangentopoli dipietrista hanno dato origine in una determinata area, a formazioni poco trasparenti di economia e se c’è un libero giornale che ne denuncia alcuni aspetti,nessuno si illuda che si può abbattere un foglio libero con le dicerie che innaffiano il popolino o attraverso il riscatto sociale di un nostro ex socio pentito che dovrebbe contribuire a buttare nel fango questa testata per trovare il perdono dei soci di questa grande SPA dell’affare.
    Perché di grazia abitare impunemente in musei da 40 miliardi di vecchie lire, arredi compresi,tutto intestato a società di comodo per evadere e scaricare sulla comunità e, farlo indisturbato sotto gli occhi di tutti, peraltro senza un mestiere certo o certificato, non è un argomento che non deve preoccuparci o non deve farci riflettere su cos’è stato il post Formica o il post tangentopoli in Puglia. E deve preoccuparci perché è significato uno stato reale di condizionamento politico economico in alcune aree della provincia di Bari. Non l’abbiamo scoperto noi, sono fatti noti che conoscono tutti, ma che non hanno trovato mai una collocazione mediatica, perchè fosse chiaro a tutti che tali metodi favoriscono solo pochi ed impoveriscono le grandi masse popolari. E quando lo stesso sistema di comunicazione ha bisogno di sostenersi attraverso gli stessi apparati di egemonia imprenditoriale,ecco che il cerchio si chiude ed Il Levante diviene il nemico da colpire ad ogni costo.

    L’isolamento
    Istituzionale

    C’importa poco l’isolamento istituzionale quando questo è fiancheggiatore neppure tanto occulto dei derivati organici dell’arroganza degli ex tangentisti di memoria corta, così come ha scarsa rilevanza il mancato sostegno di categoria che interpreta alla grande i l nepotismo peraltro già sconfessato nell’Italia più progredita, dove i giornalisti sono liberi di scegliere se avere o meno un padrone, che è altra cosa dall’ essere prezzolati per fame. Ma se Travaglio, o Giannantonio Stella vivessero a Bari potrebbero essere quei giornalisti liberi di denunciare il malcostume politico imprenditoriale stile Coppola? Scusate, ma perché la Puglia non produce tali fenomeni? E Perché questa Puglia invece è seconda in Italia per sovvenzioni pubbliche alle emittenti televisive oltre ai lasciti miliardari della Regione dei Vendola quanto dei Fitto. Ed è seconda perché un solo soggetto incassa quasi la metà di tutti i finanziamenti: un fiume incredibile di miliardi e quel denaro magari si spende per comprare supermercati.
    Ebbene si, se fa comodo siamo rivoluzionari, ma al pari di quei Magistrati che subiscono i colpi di mannaia di Governi legalmente discutibili, posto in essere che la moralità oggi è un’equazione algebrica la cui incognita altro non è che la maschera di un perbenismo di facciata imposta dallo Stato. Mica sono puttane quelle che si spogliano davanti i cameramen dell’etere. E se s’infilano nei letti dei politici per una particina fosse anche al Grande Fratello,mica dobbiamo scandalizzarci. Sono le nuove dive. Il Governo dice che è legge e che prostituirsi è legale se lo si fa con le cariche di Stato o del Parlamento, così come mi meraviglia che il mercato dei sexy-shop non abbia ancora prodotto pippatori elettronici per gli amanti degli spettacoli d’intrattenimento televisivo o almeno non ne ho notizia. Dovrò chiedere informazioni al mio direttore. Ed allora ha ragione quel signore che aveva un cugino assessore. Ho paura di vivere,mi disse un giorno. Disoccupato a causa della questione meridionale,raccontò quel che era accaduto a suo cugino assessore. Notoriamente arruffone a tal punto che un bel giorno fu arrestato per corruzione. Anche lui, il disoccupato non se la passava bene, tanto che un giorno rubò una decina di radioline da un centro commerciale. Scoperto dalle telecamere fu arrestato. Fin qui tutto bene, o quasi. Il seguito è tutto da capire. In paese tutti lo tenevano a debita distanza,dopo la notizia del furto ed una causa che lo condannò. Non seguì la stessa sorte il cugino assessore il quale arrestato per tangenti, assolto per decorrenza dei termini,grazie ai legali che poteva permettersi, tornò a fare l’assessore più rispettato ed amato di prima con i paesani che affollavano più di prima le stanze del suo assessorato. Quelle radioline disse il poveraccio avrei dovuto rivenderle a pochi euro e fare la spesa per veder sorridere i miei figli. L’altro con quei soldi rubati aveva acquistato altri immobili da aggiungere alla sua collezione.
    Proviamo a decifrare questa moralità di Stato e proviamo a capire qual è il ruolo vero dell’uomo qualunque in questa società di reietti e di apostoli del male. Dobbiamo accettare di soccombere ad un sistema ipocrita dove usi e costumi non devono rappresentare un fatto culturale, com’è nell’altra Italia, ma una piaga biblica, perché così è, e cosi deve andare?
    Ma per volontà di chi? Chi è o chi sono i Grandi Vecchi di questa Puglia che ostacolano il percorso obbligato delle libertà e della democrazia innanzi tutto, che poi sono il condimento essenziale per liberare il mercato dall’oppressione dei feudatari?

  20. 20 Agostino Gaeta 26 Gennaio, 2009 alle 4:12 pm

    i più letti di Agostino Gaeta
    Tipi da spiaggia
    di Agostino Gaeta
    Dalle spiagge dorate d’un litorale barese affollato dove l’assenza di scogli non rifrange le onde che di contro sbattono sui fondoschiena bucherellati al pari di groviera e strabordanti di cellulosa, giacchè il processo dell’adipe ha subito un profondo mutamento morfologico, lungo il bagnasciuga sabbioso, dicevamo, si odono echi di angosciata allegria, ove si festeggia la fine de Il Levante.
    Ci scusino i lettori se di tanto in tanto siamo costretti a parlare di noi, ma per difenderci abbiamo bisogno di farlo. Insomma lì da quelle parti dove il troiar è arte degli avvicendamenti di imbrogliosi individui, si tenta di infodere la convinzione dell’egocentrismo ignorante che animò perfino un grande uomo come Giovanni Agnelli che un giorno ebbe a dire: tutti servono, ma nessuno è indispensabile. C’ero anch’io quel gorno alla Fiat SPA di Torino,nella valle dove altera si erge la basilica di Superga. E da quella passerella, che saliva a pochi metri dall’enorme vallata ferrosa di macchine e uomini in perfetta simbiosi, freddi simboli del mandrino allesante, l’Avvocato parlò ai suoi operai rivoltosi. Ahimè il paragone è improvvido, ma ne feci tesoro per comprendere la povertà dell’ignorante che incosciente si logora e si gonfia di rabbia,perchè il sapere è una ricchezza che non si compra.
    L’assalto al giornale ora si sposta e mette bandiera in provincia. Quella provincia che ci vide vittime inconsapevoli di tale e tanta sottocultura cafona, arricchita di voluttuosa arroganza dell’avere, quando l’avere è brigare nell’intrigo di quartiere e fare il reggisoldi di innominati apostoli delle fusioni, di cui l’Italia ci ha già illustrato in cronaca le gesta.
    A chi serve o a che serve vantare la certezza della chiusura de Il Levante, millantando una infondata incertezza del futuro solo perchè un pezzo di scarso valore per una continuità più intellettuale, ha ripreso la vendita dei chiodi?
    Non è meglio tacere che sputare sentenze e veleno contro un’azienda che ha solo la colpa di produrre un giornale, non alternativo, bensì di coprire uno spazio necessario, proprio per abbattere quei mostri che vivevano industurbati a guisa del più noto quartierino romano?
    Non è meglio tacere che mostrare così palesemente la sconfitta di non essere riusciti a manipolare la notizia, a controllare l’informazione?
    Tanto non è così che si potrà evitare la cronaca,l’inchiesta di un settembre nero, non certo per noi,perchè quelle gesta spavalde usciranno dal confine della Puglia e rimbalzeranno a Roma. Tranquilli, il Levante non chiude,raddoppia e se il ricorso all’Amaro Medicinale Giuliani può serivre ad allegerire un fegato bilioso, benedetto sia il Carosello che ne vantò la miracolosa formula,giacchè poco ci fidiamo del Cynar di Calindri che non solo il fegato non lo cura, ma sarebbe oltremodo dannoso per la tenuta dell’ equilibrio mentale.
    Certo ci sarebbe piaciuto non aver mai fatto quellì’esperienza tribale, un’esperienza che ci fa apprezzare l’intelligenza di uomini soggetti alla cronaca,qual è ad esempio Fusillo, ma che non ha mai perso il rispetto per il nostro mestiere, perchè sa di essere esposto alla cronaca. Ci spiace di non essere riusciti ad intervistarlo,così come avevamo chiesto ad Intini,non condividiamo i metodi,ma apprezziamo la capacità di saper stare sul mercato e di sfidare con il silenzio i nostri servizi che lo vedono protagonista, perchè è certo che mai e per nessuna ragione abbiamo offeso la persona, nè mai accadrà. E’ il legittimo lavoro da cronista e nulla più, ma senza odi, senza personalismi. Nè abbiamo mai ricevuto attacchi dagli Intini. Anche loro, per le note dimensioni aziendali, finiti spesso in cronaca. Certamente ricorreranno ai loro legali, laddove riterranno di essere stati danneggiati, ma è il legittimo gioco delle parti che ti fa apprrezzare il buon livello imprenditoriale perfino di un personaggio monopolitano di spessore economico vero e non da spiaggia, che pur finito in cronaca in una storia di “musei” tuttavia ha mostrato saggezza ed esperienza, senza scivolare nel pattume del pettegolezzo gratuito.
    Certo, ci domandiamo perchè? Perchè tanta acredine,tanta cattiveria. Perchè tutti aspettano la fine di questo giornale come fosse una liberazione da chissa quale iattura. Cosa fa di male sto… giornale? A quale setta dobbiamo afiliarci per poter vivere in pace? Certamente non ci facciamo impressionare, certamente apriremo anche dopo le ferie, perchè non c’è nessuno motivo per non aprire e se la redazione ce lo chiede siamo anche disposti a non chiudere quei dieci giorni e perchè chi sostiene questa tesi lo conosciamo ed è un farabutto che ne ha combinate di tutti i colori nella sua ingloriosa storia da cronista e da spericolato amministratore di srl.Già, ne hanno combinato di tutti i colori gli editori-giornalisti all’epoca dei corsi di formazione. Miliardi della Regione destinati a pioggia a società che poi fallivano. Quando il nostro direttore deciderà un giorno di aprire quel capitolo oscuro dell’informazione in Puglia, verrà fuori un quadro degradante di categoria. In quegli anni ci hanno banchettato in tanti e Ricci è uno di quei giornalisti che la storia la conosce fino in fondo ed ha le carte in regola per poterla raccontare. Come si dice: ce n’è per tutti e se questi fenomeni di moralità non vogliono ancora buttare la spugna, risponderemo loro a tono, perchè Il Levante è ormai una realtà pugliese che continuerà ad esistere perchè oggi possiamo vantare uno staff di giovani che hanno voglia di lavorare e non di truffare gli editori.

  21. 21 Agostino Gaeta 26 Gennaio, 2009 alle 5:10 pm

    Le inchieste di Agostino Gaeta
    Tecnicamente c’è un errore di fondo: non esiste una variante al piano particolareggiato,che è lo strumento attuativo di un Piano Regolatore Generale. Esiste la variante al Piano Regolatore, come nella vicenda della Logistica Sud.
    Ma andiamo per ordine e cerchiamo di inquadrare il problema diciamo nel suo aspetto istituzionale o se volete di ordinamento giuridico-amministrativo.
    Nella sostanza il Consiglio comunale di Rutigliano sta subendo un ricatto da un imprenditore privato che all’interno di una speculazione edilizia nata dalla ancor più strana vicenda dell’acquisto dei terreni dell’IPAB, antepone i suoi affari privati rispetto agli interessi generali di una pubblica assise e minaccia ritorsioni in danno del sindaco e dei consiglieri.
    Fuori dalla Puglia sarebbero già intervenuti i carabinieri invitati dal sindaco che non potrebbe prendere quelle sculacciate e rimanare tranquillamente al suo posto. La prima grande omissioni duqnue è quella del primo cittadino, il quale avrebbe dovuto inviare quella lettera ad un Procuratore della Repubblica,considerata la scarsa considerazione delle istituzioni che tale imprenditore mostra di avere.
    Questo il primo indiscutibile punto. Andiamo avanti e proviamo a dare un senso a questo giallo che per qualcche verso preoccupa sulla tenuta democratica e sulla traparenza, perchè se l’imprenditore batte i pugni, qualcosa suggerisce di approfondire le ragioni,così come si vocidera ad esempio in quel di Conversano o di Bitetto. Vox Populi, vox dei, dicevano i latini. Il tempo è galantuomo e ci restiuirà ogni cosa. Dunque dicevamo. Tecnicamente quando il consilgio comunale adottaunavariante di Piano, allorchè deliberato dal consiglio, passa in Regione e se tutto è andatoper il suo verso, lì si conclude l’iter e la Logistica e la sua bancarella, fanno l’affare- Potrebbe accadere che la Regione imponga delle prescrizioni, ovvero modifichi il piano adottato dal Comune ed in questo caso l’incartamento torna in consiglio comunale. Se il Consiglio ritiene di accettare le modiche, prende atto, torna il tutto in Regione e finisce l’iter. Potrebbe accadere che al Consiglio Comunale quelle modifiche non stiano bene. Allora il consiglio inizia tutto un nuovo iter,torna tutto in commissione urbanistica,si predispone una nuova variante, si riporta in consiglio, si approva, va in Regione…insomma si perdono altri due anni. Decisamente troppi per chi gioca la sua partita sulla velocità dell’affare, perchè i soldi costano e bisogna restituirli subito alle banche altrimenti saltano i guadagni. L’unica eccezione starebbe nel fatto che gli affaristi devono stare fuori dalle sedi amministrative, ovvero non si devono fare con le complicità di sindaci ed assessori. A tal proposito sarebbe interessante pubblicare una denuncia alla Procura della Repubblica che un tecnico di Rutigliano inviò proprio sull’affare dei terreni Ipab. Anche se l’intera vicenda dovrebbe subire non un fermo tecnico, ma un allarme istituzionale se è vero che il metodo intimidatorio ha tanto di sud, quale territorio abbandonato a disparate azioni di prepotenza e di arroganza. C’è un modo per definire tali atteggiamenti, ma preferiamo attendere gli esiti ormai indiscutibili di questa storia in cui il sindaco ha l’obbligo morale di dimettersi se non riesce a dare autonomia ed indipendenza all’ente pubblico che dimostra di essere sotto schiaffo del potente.
    Il sindaco non è stato in grado di tutelare il paese. Non è stato capace di garantire dignità democratica, vero com’è vero che quel consilgio comunale avrebbe dovuto solo discutere delle lettere intimidatorie inviate dalla Logistica Sud e deliberare una linea comune di difesa delle istituzioni, perchè l’argomento non rientrava in una questione di carattere o di interesse dell’intera comunità, bensì riguardava il solo interesse di un privato.
    Brutta storia che determina un precedente pericoloso: a Rutigliano si può intimidire la pubblica amministrazione per ottenere concessioni personali.
    Ma Rutigliano non è un caso isolato. Abbiamo sospetti che a Bitetto, a Conversano a Monopoli. Lì la questione è davvero drammatica, basta dare un’occhiata alle finanziarie che reggono le srl di qualche Fiume, vedi Orefici SPA e vedi qual che di seguito scrive Travaglio ed alcune interrogazioni parlamentari.
    La ellesse2 srl
    REPERTORIO N. 114956 RACCOLTA N. 24025
    ATTO COSTITUTIVO UNILATERALE
    DI SOCIETA’ A RESPONSABILITA’ LIMITATA
    Ai sensi dell’art. 2463 1° comma C.C.
    REPUBBLICA ITALIANA
    L’anno duemilaotto il giorno ventitre del mese di luglio
    23 luglio 2008
    In Milano, nel mio studio in Galleria del Corso n. 2.
    Avanti a me Dr. PASQUALE MATARRESE, Notaio in Milano, iscritto presso il Collegio
    Notarile del Distretto di Milano,
    È presente:
    • MARRA Tommaso, nato a Tricase (LE), il giorno 14 marzo 1966, domiciliato a Milano, via Copernico n. 6, il quale dichiara di intervenire al presente atto nella qualità di Procuratore della società:
    • “FIDOR S.p.A. – FIDUCIARIA OREFICI”, iscritta al Registro delle Imprese di Milano al numero e codice fiscale 02112190018 ed al R.E.A. al numero 1093720, con sede legale in Milano, via Agnello n. 5, Società costituita in Italia, con capitale sociale di Euro 500.000,00 (cinquecentomila virgola zero zero), interamente versato, che agisce nell’ambito dell’attività fiduciaria e che non esercita attività di direzione e coordinamento di cui agli artt. 2497 C.C. e seguenti; munito degli occorrenti in forza di Procura a rogito dr. Lorenzo Stucchi, Notaio in Milano, in data 16 gennaio 2003 rep.n. 142213/43432, registrata a Lodi Atti Pubblici in data 20 gennaio 2003 al numero 251 Serie 1, che in copia conforme all’originale rilasciata in data 7 novembre 2007, trovasi allegata sotto la lettera “B” all’atto a mio rogito in data 17 luglio2007 rep.n. 112111/22745, registrato presso l’Agenzia delle Entrate di Milano 3 in data 20 luglio 2007 al numero 15090 Serie 1T.
    Cittadino italiano, come lo stesso mi dichiara e di nazionalità italiana la Societ.
    Detto comparente, della cui identità personale, qualifica e poteri io Notaio sono certo,
    stipula e conviene quanto segue:
    TITOLO I
    ARTICOLO 1
    La Società FIDOR S.p.A. – FIDUCIARIA OREFICI, come sopra rappresentata, costituisce
    ai sensi e per gli effetti dell’articolo 2463, 1°comma del codice civile, una società a
    responsabilità limitata con unico socio avente la denominazione sociale:
    “ESSEFFE 2 s.r.l.”
    ARTICOLO 2
    Il capitale sociale è fissato in Euro 15.000,00 (quindicimila virgola zero zero).
    Detto capitale viene interamente assunto, sottoscritto e versato dall’Unico Socio costituente,
    in ossequio al combinato disposto del secondo comma dell’articolo 2342 e del
    quarto comma dell’articolo 2464 del codice civile.
    Pertanto si dà atto, che la Società FIDOR S.p.A. – FIDUCIARIA OREFICI, Unico Socio
    della costituenda Società, ha versato in data odierna presso UniCredit Banca – Milano
    Cordusio – l’intero ammontare del capitale sociale, come risulta dalla ricevuta di deposito
    della somma di Euro 15.000,00 (quindicimila virgola zero zero)rilasciata in data odierna
    dal predetto istituto, che in copia certificata conforme da me Notaio in data odierna si allega
    al presente atto sotto la lettera “A” omessane la lettura per dispensa avutane dal
    comparente con il mio consenso.
    ARTICOLO 3
    La società si dichiara costituita sotto la piena osservanza delle norme convenute in questo
    atto e che di seguito si riportano al “TITOLO II”.
    ARTICOLO 3
    Il primo esercizio sociale si chiuderà il 31 dicembre 2008,

  22. 22 Agostino Gaeta 26 Gennaio, 2009 alle 6:29 pm

    UN PASSAGGIO DAL LIBRO DI VELTRI E TRAVAGLIO “L’ODORE DEI SOLDI” SULLA FIDUCIARIA OREFICI SPA LA STESSA CHE SBARCA ANCHE A MONOPOLI

    Fiduciaria Orefici.

    …..Il 9 giugno 1999 la Dia rende visita a un’altra società legata alla galassia berlusconiana: la “Fiduciaria Orefici Spa”, in via Cesare Cantù n. 1 a Milano. Lì trova il consigliere delegato, dottor Carlo Vedani, nato a Milano il 2.3.1966. E anche di lì chiede le copie dei libri societari e contabili. Vedani è costretto a esibire: “rubrica clienti dal numero 1 al numero 538; rubrica clienti dal numero 1001 al 1330; libro commissionaria Orefici Spa; estratto del conto “500″ intestato a Silvio Berlusconi, con relativa documentazione contabile”. Nonché i verbali della Guardia di finanza di Milano, che era già passata di lì per le varie inchieste condotte dalla Procura di Milano su Berlusconi e i suoi cari.
    Il resto della documentazione, già sotto sequestro o in archivio, il consigliere delegato promette di produrlo quanto prima.
    Poi viene interrogato dal maresciallo Ciuro. E dice: “Sono consigliere delegato della Fiduciaria dal 1996, prima ero dipendente della stessa [ ... ]. Per quel che ricordo, l’operatività tra il gruppo Fininvest e la Fiduciaria Orefici nacque ad aprile 1989. Fummo messi in contatto con il gruppo dal Sig. Bassino, amico del Rag. Manzo – all’epoca funzionario della nostra società – che presentò il Dr. Mario Moranzoni, direttore finanziario della Fininvest. Il Dr. Moranzoni ci disse che il gruppo Fininvest aveva bisogno di una società fiduciaria per compiere delle operazioni sul mercato azionario e che si era rivolto a noi perché, essendo di piccole dimensioni, poteva avere la garanzia della riservatezza. Fu così che, da un giorno all’altro, ci trovammo a essere utilizzati dalla Fininvest come proprio “interlocutore per gli acquisti sul mercato azionario”.
    Prima operazione, nell’aprile 1989, “con l’ordine impartitoci da Moranzoni di comperare azioni Amef sul mercato. In due anni di operatività per conto del gruppo Fininvest comperammo circa il 10% della Rinascente, che poi la Fininvest rivendette con un buon margine, e un consistente pacchetto di azioni Amef. La Fininvest non comperava mai direttamente per proprio conto, ma utilizzava società italiane o estere a lei riconducibili. In tutta questa operatività, noi eravamo gli esecutori materiali, perché tutti gli ordini di acquisto erano impartiti giornalmente dal Dr. Moranzoni, e a volte anche dal Dr. Gironi, ai nostri due funzionari Sig.ri Manzo e Pastori [ ... ]. Tutto il denaro ci è sempre arrivato dai normali canali bancari. Parallelamente svolgemmo anche operazioni di natura statica, delle quali la più grossa fu una costituzione in garanzia di un assegno per il pagamento del pacchetto di maggioranza del gruppo Mondadori [ ... ]. Infine, fu aperto un dossier intestato direttamente al Dr. Silvio Berlusconi, sul quale aveva la procura ad operare il Rag. Scabini [uno dei tanti prestanome di Berlusconi]. Su questo mandato entravano lire, noi comperavamo per il controvalore titoli di Stato che ritiravamo materialmente e che poi consegnavamo direttamente a Scabini e/o a Moranzoni. Dopo il 1992 l’operatività con il gruppo si ridusse considerevolmente e si concluse nel 1996, quando il gruppo estinse un finanziamento Centrobanca che noi garantivamo con azioni Standa [ ... ]. Le società italiane del gruppo Fininvest con le quali abbiamo avuto mandati aperti sono le seguenti: Nodit Spa, Domofin, Fininvest Spa, Istifi, Videotrading Spa, Everest Finance International Srl; mentre in Commissionaria Orefici abbiamo avuto: Everest Finance International Srl. Le società estere del gruppo Fininvest con le quali abbiamo avuto mandati aperti sono le seguenti: Antares Investment Ltd; in Fidor Marble Investments Ltd. In Commissionaria Orefici avevamo: Antares Investment Ltd, Crescent Holding Ltd, New Manbattan Ltd, Marche Investment Ltd [ ... ].
    Il gruppo Fininvest non aveva interessenze azionarie nella Fiduciaria Orefici”.
    A questo punto, l’amministratore della Fiduciaria apre un formidabile squarcio di ordinaria vita quotidiana in casa Fininvest: “Gli acquisti delle azioni – rivela -
    non venivano effettuate dalle società riconducibili al gruppo Fininvest, ma bensì dai suoi funzionari Gironi e Moranzoni, che a loro volta li vendevano alle società riconducibili al gruppo, lucrando, se mal non ricordo, una differenza dell’ordine dello 0,15%. L’utile ricavato dai predetti veniva ritirato con assegni circolari intestati a nome di terzi, liberi e trasferibili. Se mal non ricordo i beneficiari di detti assegni, dopo una verifica effettuata per conto dell’Autorità Giudiziaria, erano gli stessi Moranzoni e Gironi”. In pratica, i due solerti dirigenti
    derubavano allegramente la loro azienda. Che evidentemente chiudeva un occhio. Anche perché, come hanno evidenziato innumerevoli inchieste e processi, l’illegalità in casa Fininvest era quasi un’abitudine: in proporzione al grado dirigenziale, s’intende.
    E poi, magari, se qualcuno avesse rimbeccato i due dirigenti per la loro “cresta”, tutto sommato modesta, sulle compravendite azionarie, magari sarebbe venuta meno quella “riservatezza”
    tanto cara al Gruppo (che ricorreva a una mini fiduciaria come la Orefici e mobilitava tutta la finanza estera per fare le cose il più di nascosto possibile).

  23. 24 Gaeta 27 Gennaio, 2009 alle 4:37 pm

    Francesco Tortora denunciato dalla Coopetaiva Il Patto per utilizzo di sistema informatico aziendale su siti pornografici e di tortura e per strani traffici di donne con Paesi asiatici

  24. 25 Agostino Gaeta 28 Giugno, 2009 alle 8:42 am

    Scandalo sanità pugliese: Onofrio D’Alesio
    D’Alesio è un pubblcista iscritto all’albto dei giornalisti di Puglia,noto per le sue acrobatiche diffamazioni sul sito “giornalistidipuglia.it” passato a miglior vita, ovvero chiuso per mancanza di denaro.
    D’Alesio da quelle pagine si divertiva a diffamare tutti, vedi Gazzetta del Mezzogiorno, accusata di noon avergli pagato i compensi e che gli eventuali incassi li avrebbe dati in beneficenza. Poi accuse contro Il Levante ed il sottoscritto reo di averlo chiamato un giorno a Roma a condividere l’epserienza de Il Patto, organo di partito, per mettere una cosiddetta pezza al comportamento “strano” del direttore. Il D’Alesio in quella diffamazionme dimentica qualche passaggio significativo della sua breve esperienza romana, in quanto dopo solo pochi giorni dall’assunzione intrattiene una relazione c on una giornalista de Il Patto, che s’infila sotto le lenzuele del D’Alesio in una camera d’albergo pagata da Il Patto. Manda in caos l’intera redaxione, ma fatto grave, arriva da Bari la di lui consorte, fa irruzione in redazione ed accade il parapiglio. Il D’alesio è costretto a rincorrere la consorte a Bari e restarci.
    Questo per dovere di cronaca.
    D’Alesio per qualche verso un ruolo l’ha avuto anche all’interno delo scandalo sulla sanità targato Cavallari. Quale amministratore di una società satellite del Cavallari su sui sfilavano i dipendenti delle Cliniche Riunite, D’alesio, esperto di corsi di formazione, per via di altre società di settore poi fatte fallire dopo aver intascato i quattrini pubblici, all’interno del club Cavallari gestiva con questa società il personale pagato si dice, dalla Regione Puglia. Società poi fallita con D’Alesio nei panni di amministratore. Oggi D’Alesio è a Telenorba, ma anche lìè chi la dirige è abbastanza esperto di formazione, per via di società fallite dopo aver naturalmente incassato le prebende pubbliche.
    Con molta probabilità questo potrebbe essere un aspetto dell’inchiesta spento dai riflettori degli amici del Cavaliere, ma di sicuro di notevole interesse.

  25. 26 Onofrio D'Alesio 9 Luglio, 2009 alle 9:47 am

    c.a. Coordinatori e responsabili “Civica Città”

    Triggiano, 9 luglio 2009

    Vi informo di aver depositato in data 08.07.2009 formale denuncia querela verso l’autore materiale e corresponsabili dell’articolo
    “Scandalo sanità pugliese: Onofrio D’Alesio” firmato da Agostino Gaeta e pubblicato sul Blog “Civica Città” il 28 giugno c.a.
    Vi invito a rimuovere entro 48 ore la pagina riportante l’articolo oggetto della querela, ritenendo il sig. Pasquale Giannuzzi, quale coordinatore
    del movimento, responsabile per aver consentito la pubblicazione di notizie false e diffamatorie. A tutela della mia persona, ritenendo lesa la mia onorabilità,
    mi riservo ulteriori azioni legali.

    Onofrio D’Alesio

  26. 27 agostino gaeta 17 Luglio, 2009 alle 9:29 am

    Onofrio D’Alesio, non può pensare di offendere la gente e irritarsi quando si raccontano le sue gesta. Siamo in attesa della querela con grande piacere, visto che sarà la sede idonea per presentare quella documentazione in grado di provare quanto riportato con ulteriori dettagli, anche nella speranza di poter far luce su quei capitoli dei corsi di formazione. In merito alle presunte notizie false, siamo i grado di dimostrare, orari, giorni e testimonianze, certi come siamo che la privacy è tale fuori dal contesto lavorativo e dai benefit che l’azienda mette a disposizione del dipendente.
    Agostino Gaeta


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