LUIGI RAMUNNI
Giuseppe Lovascio è il nuovo sindaco di Conversano. Ha vinto su Vito Bonasora al ballottaggio, ormai questa è una notizia di dominio pubblico. L’avvocato ha ottenuto il 62,4% delle preferenze (9440 voti) a fronte delle 5689 (37,6%) del consigliere regionale, che terminerà così il suo mandato nella massima assise pugliese lasciando la fascia di primo cittadino al quasi 45enne segretario di Alleanza Nazionale ed esponente di spicco del Popolo della Libertà.
L’immagine dalla quale vorrei partire è quella che vi mostro in apertura di pagina. Questa foto da me scattata racconta uno dei momenti più toccanti dell’intera giornata di lunedì 28 aprile.
Attorno alle ore 16,30 quando il risultato del ballottaggio era già orientato verso la vittoria del centrodestra, Vito Bonasora ha deciso di raggiungere personalmente il comitato di Giuseppe Lovascio, scortato dal codazzo di segretari politici del Cantiere del Futuro, per congratularsi con il neosindaco. Una visita che da formale è diventata intensa, carica di significato politico quanto umano. E’ risaputo che Vito e Giuseppe sono in ottimi rapporti personali. Anzi in alcuni momenti della campagna elettorale in vista del secondo turno, è sembrato quasi che i due si stessero attaccando con il minor vigore possibile. Un confronto sicuramente leale, ma quasi blando, che ha toccato il culmine su un argomento che è di competenza regionale e non comunale, quello della Sanità. Ben altri i temi che sarebbero scaturiti nel dibattito politico se al ballottaggio uno dei due si fosse scontrato con la coalizione di Pasquale Gentile.
E ora questo abbraccio, che si è consumato sotto il già caldissimo sole di aprile, mentre i sostenitori del neosindaco battevano calorosamente le mani per onorare l’avversario sconfitto ma sportivo. Un gesto di comunanza personale quanto politica, se vogliamo: cinque anni di opposizione non si dimenticano e restano un patrimonio da tutelare. Non un caso allora che i supporters lovasciani abbiano scandito la parola “Conversano” al ritmo delle mani. Una parola che dovrebbe essere il filo conduttore del rapporto fra maggioranza e opposizione dell’assise comunale. Conversano si aspetta molto dai due, specie perché in questo caso, nel dialogo possibile fra Giuseppe e Vito rivive l’asse Conversano – Bari, quest’ultima intesa come capoluogo di regione ed epicentro della politica pugliese.
E allora, cento, mille di questi abbracci. Bonasora ha detto: “Sono sicuro che Giuseppe sarà più attento di Judice”. L’adesso primo cittadino ha replicato: “Vito è una risorsa preziosa. Sapremo collaborare”. Speriamo per il bene della nostra città. E se poi da lassù, Elvira ci può mettere del suo, tanto meglio.












Dopo le dovute congratulazioni a Giuseppe e gli abbracci di stima ed affetto credo che sia arrivata l’ora per iniziare a pensare e a lavorare seriamente per questo paese ridotto da oltre 10 anni a poca cosa.
Ho letto con attenzione il programma di Lovascio e mi auguro che venga attuato almeno nei suoi punti cruciali.
Mi auguro che da subito si inizi a progettare e a realizzare la raccolta differenziata spinta magari guardano e copiando le buone prassi di paesi e città che hanno adottato la “strategia Rifiuti Zero entro il 2020″ del prof. Paul Connet, ad un rinnovamento dei Piani Sociali di Zona, ad una politica attenta al mondo dell’infanzia e che soprattutto riporto dal programma: “L’utilizzazione della cultura, dell’arte, e delle tradizioni come motore per accrescere il valore totale dell’intera economia del territorio” a cui mi permetto di aggiungere le paroline “crescita civile” e non solo economica.
Mi piace anche la massima “meno sprechi = meno tasse” che mi riporta in qualche modo ai principi della “decrescita felice” di Maurizio Pallante.
Un momento, ma forse Lovascio ha sbagliato coalizione ?
A questo punto aspettiamo la Giunta e cerchiamo di capire quali saranno gli obiettivi, le strategie e le risorse che si individueranno.
Concludo dicendo, in qualità anche di aderente di Civica Città, che forse è meglio non stare solo a guardare o a criticare ma che sia arrivato il momento di aprire un dialogo costruttivo “extra-parlamentare” (parola molto in voga in questi giorni) fatto di proposte fattibili da sottoporre alla nuova amministrazione perché il bene comune non ha colore politico.
Ad maiora
Luigi
spero che s’impegnino nel loro lavoro e che facciano del loro meglio per “risollevare” conversano….Non conterei affatto su elvira in quanto,da quel che so,anche se ora è alla camera non ha precedenti politici……………
MI AUGURO
MI AUGURO SINCERAMENTE CHE GIUSEPPE LOVASCIO SI CIRCONDI DI UNA GIUNTA CAPACE.
DI UNA GIUNTA CHE SAPPIA TRASFORMARE IN REALTA’ I PROGETTI ENUNCIATI MA MAI SPIEGATI NELLA CAMPAGNA ELETTORALE.
MI AUGURO CHE LOVASCIO SI DISCOSTI SEMPRE PIU’ DA QUEI MODI DI FARE E DA QUELLE PERSONE CHE PER ANNI HANNO INFANGATO L’ITALIA.
MI AUGURO CHE SPENGA DEFINITIVAMENTE LA FIAMMA CHE SOSTITUIVA UN FASCIO ANTICOSTITUZIONALE E CHE ALLONTANI DA SE PARTITI SALVA MAFIOSI-FARABUTTI-TRAFFICANTI-MANDANTIDIOMICIDI-TRUCCATORIDICONTI…
CARO GIUSEPPE SE RISUSCISSI IN QUESTE IMPRESE FORSE A CONVERSANO RISUCIRESTI A RAGGIUNGERE UN CONSENSO ADDIRITTURA MAGGIORE!!!
BUON LAVORO A GIUSEPPE FIDUCIOSO STRETTAMENTE IN LUI E NELLE SUE CAPACITA’.
??????????? non ho capito bene il senso di quest’ultimo post??????????????????????????
ma se ho capito bene…allora rispondo che chi ha SVENDUTO l’ITALIA non è meno mafioso…o meno farabutto etc…
Finalmente è finita la campagna elettorale. Si può ricominciare a parlare di politica con più gente di quanta sia disposta ad ascoltarti durante quella guerra che si apre prima delle elezioni e che fa andare tutti in piazza ad eserciti schierati. Giuseppe è una creatura poltica bislacca. Ogni tanto deve chiedere scusa perchè dice cose di sinistra. Ogni tanto è costretto a difendere l’indifendibile “progetto culturale” del centro destra nazionale. Ogni tanto deve negare la definizione stessa del conflitto di interessi pur affermando che a lui non piace. Ogni tanto deve dire la verità sui poteri forti nostrani. Ma è sempre affabile e dotato di una apertura mentale che gli consente di stare con chiunque abbia delle idee. Detto ciò, descritto quello che emerege della persona e dalla sua personalità quando ti imabatti nel suo sguardo e nelle sue parole, resta il nulla. Lo stesso nulla che a mio parere c’era però nei progetti degli altri candidati. Un nulla costruito con sistematica sapienza, fatto di intenzioni senza analisi, di idee estemporanne, di lavoro politco senza progetti politici. Bonasora aveva dalla sua una giunta di riconosciuto livello, che al paese era ormai diventata irriconoscibile. Il resto è stato un minestrone di punti programmatici per lo più simili tra loro, con pochi elementi di distinzione, nati in pochi giorni. In quei giorni in cui si incarica un gruppo ristretto di stilare quattro pagine di un programma possibile. E questo è il punto cruciale di un ragionamento sul futuro del paese. La politica è per lo più improvvisazione. Uno si candida perchè è suggestiva l’idea e i più onesti sono capaci di affermare che “tanto il lavoro di studio lo faremo una volta eletti in consiglio comunale”. Un paese alla rovescia. Dove si va a parare raccontando le campagne elettorali nella loro essenziale mediocrità? Messa così la storia ci dice della mancanza di punti di riferimento, di laboratori di analisi, di voglia di studiare un territorio visto nel suo complesso e nelle sue articolazioni. Non si conosce nulla dei bisogni che si dovranno governare. Ricordo su Civico Nove una breve e snella rubrica che raccontava il quotidiano di persone in stato di indigenza o comunque in condizioni di disagio sociale. Senza aver preso contatto con loro un piano sociale di zona è un puro esercizio di prassi burocratica. Ricordo che la macchina amministrativa che tutti vorrebbero cambiare e che nessuno è stato capace (o ha avuto il coraggio) di raccontare non è fatta solo di un grave ritardo di formazione, non è solo la carenza di personale, ma contiene anche gruppi di potere, utilizzati a fini di lotta politica, che i funzionari onesti concoscono bene e disprezzano. E per far sapere ai cittadini (oggi mi chiedio se davvero c’è qualcuno ancora interessato a queste storie dalle quali dipende la capacità di crescita del paese) in che stato ci troviamo dovremmo raccontare la storia di Artimedia e della palestra ex Gil. Il risultato netto è stato una lotta ai limite dello sfinimento con consiglieri ignari della questione, un sindaco che tramava per boicottare i consigli comunali e L’ufficio Patrimonio, legato a doppio filo con i “nostri” ex governanti, che produceva documenti opachi, contradittori e forse non proprio legittimi (se ne sta occupando la procura). Ricordo che affrontare il complesso settore dell’ambiente e approntare politiche di sviluppo per le energie alternative significa avere cognizioni tecniche che devono accompagnare le scelte amministrative. Qualcuno mi diceve che se fosse lui il sindaco avrebbe spostato con un ordinanza tutte le antenne fuori dal centro abitato, anche quelle dei telefonini. Praticamente un vaniloquio: soluzione tecnicamente impraticabile (per le stazioni radio base dei telefonini). Ma sembrava una buona idea per la campagna elettorale e lui era un candidato alla carica di consigliere. E’ chiaro qual’è il livello della discussione? e quando noi di Civica Città abbia preteso di discutere in questi termini di Conversano, unendo fatti di sicuro rilievo politico con i temi che gli stessi candidati avevano posto sul terreno della discussione, aggiungendo un po di sotanza, giusto per andare un po al di la della propaganda vuota della campagna eletorale, si sono inalberati tutti, come se avessimo proposto la loro fucilazione in piazza. E’ stata una serata, al di la dei problemi organizzativi, molto istruttiva. Anche perchè i tifosi della varie fazioni non sono rimasti per nulla contenti. Questo è il clima.
Un ultima riflessione. ma siamo sicuri che nel contesto culturale che si è affermato in questi 14 anni un approccio così denso di contenuti sia percepibile dai cittadini? Qual è il processo di formazione del consenso? A chi giova il voto espresso sulla base della distinzione tra “brave persone” e altri? E’ forse una categoria della poltica quello della brava persona? non si dovrebbe scegliere mettendo insieme etica pubblica, culture politiche di riferimento e programmi fattibili? come se ne esce da questa pericolosa mediocrità favorita dall’establishment della poltica?
Questa è la più grande sconfitta del paese: ritrovarsi all’alba del 28 aprile senza una prospettiva politica realmente visibile, senza la speranza di una rigenerazione da parte della società civile ormai preda di una sottocultura alimentata dal linguaggio e dalla pratica dei nostri politici. Tutti, sia quelli locali che nazionali.
sono un conversanese doc, ormai da più di 15 anni non ho più residenza nel mio paese di origine ma conosco i due giganti che si sono confrontati in questa sfida politica. mi congratulo con il vincitore Avv. Lovascio ma mi congratulo anche e soprattutto con il “perdente” affinchè continui la sua “lotta” Politica da bravo DEMOCRISTIANO e faccia rivivere nel suo piccolo l’aria della Vecchia DC saluti da Pescara a presto
Riporto di seguito, previa autorizzazione dei rispettivi autori, alcuni commenti sul seguente un quesito di Piero D’Argento inviato tramite una mailing list interna.
Piero afferma:
Il risultato elettorale è molto duro da digerire: sorprende soprattutto il netto distacco (3.700 voti) che indica una scelta chiara della città. Nell’ultima settimana avevano la sensazione che il lavoro sui contenuti che avevamo proposto, a fronte di una proposta politica e amministrativa molto debole da parte del centrodestra, potesse far recuperare lo scarto del primo turno. Così non è stato. Soprattutto pesa la sensazione che questo tipo di lavoro non paghi in termini di consenso, ipotesi che toglie il respiro anche ad una ipotesi di lavoro futuro.
Ciao Piero, ciao a tutti.
Non è facile rispondere a caldo, almeno per chi sente forte la delusione per averci creduto comunque.
- Creduto nonostante ci avessero detto in molti, al primo turno, che ci votavano come lista ma votavano per Lovascio e non per Bonasora;
- creduto nonostante ci fosse stata imposta la tecnica di decidere la giunta prima (sempre rischiosa, mica sono fessi gli altri che non fanno mai così) e di deciderla tutta Vito (o comunque sentendo solo il suo entourage) secondo il suo punto di vista – dicendo che “me ne assumo tutte le responsabilità” (e non era facile prevedere che difficilmente sarebbe stato esattamente coincidente con quello di tutti coloro che lo dovevano appoggiare, alla fine abbiamo accettato solo perchè era composta veramente da persone di livello altissimo, ma eravamo contrari al metodo, era sbagliato e lo abbiamo detto);
- creduto nonostante gli strateghi bonasoriani avessero deciso da tempo che lacampagna sarebbe stata soft (mentre Lovascio da ottobre-novembre aveva già messo in campo due liste civiche affamate di rinnovamento e che avevano iniziato a battere il territorio proponendo Giuseppe come “Nuovo”)
- creduto nonostante sul confronto tramite le primarie ci hanno solo presi in giro (a noi e ad arcoblaeno), concedendocele solo quando i giochi erano fatti;
- creduto nonostante per un anno non avevamo sentito altro, dalla corrente che poi è uscita vincente nel PD, che “si vince solo con Bonasora”;
- creduto nonostante ci fosse piovuta dall’alto, durante il percorso coraggioso del cantiere del futuro, la nascita del PD, per la quale i pddisti hanno deciso di sospendere il cantiere del futuro “tanto ogni decisione che prendiamo,dopo le primarie del PD potremmo rimangiarcela”;
- creduto nonostante da un anno e mezzo c’erano già sul tavolo due nomi abbastanza autoreferenziali, e molti forse avevano già dimenticato che 5 anni fa alcuni (o comunque, sicuramente noi) avevano già subito la scelta del tipo “macchia è vincente, lo dice l’esito del secondo turno, lasciate fare a noi.”. quindi pensando che si sceglie il sindaco vincente solo con la tattica e mai col cuore.. (tanto per fare un esempio, la gente che ha appoggiato Giuseppe lo ha fatto col cuore, credevano ciecamente in lui – anche aiutati da una impostazione culturale più propensa all’adulazione, diversa dalla nostra più “democratica”.. che però non tira voti).
Non so se è emersa una analisi completa ed autoconsistente, forse a mente fredda se ne potrà fare un’altra migliore, ma sicuramente sono motivi che giustificano una sconfitta secca; forse non per 3700 voti… quella no… (come minimo va aggiunto il famoso “vento nazionale”)..
Ma se vogliamo ripartire, avremo bisogno di assunzioni di responsabilità e politiche di coinvolgimento delle masse (intendo dire tutti i ceti , sia sociali che culturali!). Noi ci sentiamo fortemente in debito con gli uomini ed i partiti del centrosinistra conversanese.
Ciao Antonio
Sono stato tirato in ballo in questa campagna elettorale ed ho capito che anche sul web si discute ed allora.. ne approfitto. Anzitutto devo dire che non sono d’accordo con Pasquale Giannuzzi perchè proprio nello specifico delle Politiche Sociali sia io che l’intera papabile giunta Bonasora ( ora restata meno che cardinale) qualcosa ne capiva. Lo dico senza presunzione, ma semplicemente per essere “sul campo”, sia perchè coinvolto personalmente, che per aver intercettato parecchi bisogni e sofferenze dal fronte dell’associazione di cui facevo parte. Per gli altri parlano poi le loro professionalità e storie. Pertanto sono sicuro che almeno in questo settore Lovascio non potrà fare meglio. Ma ha vinto e quindi governi, così ha deciso il popolo. Io mi sono accorto che si stava per perdere, strada facendo, solo un miracolo avrebbe potuto far andare diversamente la competizione e questo non è avvenuto, l’avevo detto ed in tanti possono testimoniarlo. Le motivazioni sono varie ma esiste una grande regola; chi perde ha sempre torto! Mi assumo la mia parte di torto, ma non posso star zitto e fermo. Continuerò a parlare ed operare per quello che posso per perseguire gli obiettivi e gli ideali in cui ho sempre creduto.
Caro Luigi,
ho ricevuto diversi commenti personali, alcuni che mi sono piaciuti e, per onorarli, voglio aggiungere un altro commento al mio precedente, per migliorare l’associazione fra quello che ho scritto e quello che avevo, ed ho, in mente.
Ho parlato di candidature abbastanza autoreferenziali, e cerco di spiegare meglio il concetto.
Non intendevo la candidatura di chi vuole affermarsi “da solo”, senza il giudizio e il consenso degli altri.
Io intendo, nel contesto dell’argomento delle elezioni comunali 08, autoreferenziali le candidature che si pongono appoggiate solo da un gruppo molto di parte senza che a priori si dica che, in quanto di parte, la candidatura non vale niente e non può ostacolarne altre (anzi, magari le altre non sono di una sola parte e quindi già valgono di più).
E’ quindi evidente che ogni candidatura, nella fattispecie, è stata appoggiata da almeno un gruppo e proposta sul tavolo con le altre.
Allora, più semplicemente ancora, intendevo ed intendo che nessuna candidatura è stata posta citando il metodo discriminante, e magari affermando da subito che la si ritirava (o la si riponeva subito, subito, al vaglio delle primarie) di fronte ad altre candidature che avessero, ad esempio, anche un solo sostegno in più.
Non so se ci sono riuscito, a comunicare il senso del mio dispiacere su questa “mancanza” di referenzialità ampiamente condivisa, ma ci ho voluto provare.
Ciao
Antonio
Caro Pasquale, lasciamo perdere le analisi che hanno determinato la sconfitta elettorale a livello locale. Come dice Matteo, chi perde ha sempre torto. Io un idea di chi ha avuto più torto degli altri ce l’ho e l’ho scritto nella mailing list interna, in risposta al post di Piero. Non so perchè Luigi non ha voluto pubblicarla anche sul sito ma non importa.
Quello che mi preme evidenziare qui è il fatto che, al di là dei contenuti, della preparazione e degli studi che si fanno sui singoli argomenti, conta molto anche l’immagine che si dà all’esterno, ai cittadini che non ti conoscono bene ma si fanno un’idea da quello che sentono. In sintesi, per quanto riguarda l’aspetto locale, le professionalità e la preparazione dei singoli erano sicuramente alte ma l’idea che si percepiva all’esterno era quella di un gruppo a cui mancava un progetto univoco e coeso. Non sono un mistero le fortissime divisioni presenti all’interno del Partito (anti) Democratico, e all’interno della coalizione di centrosinistra. Questo ha pesato tanto perchè i cittadini erano pronti a scommettere sulla preparazione della squadra ma non avrebbero scommesso un fico secco sulla reale possibilità che la stessa squadra avrebbe avuto nel mettere in pratica quanto avevano prospettato soprattutto pensando al fatto che il regista di tutto avrebbe dovuto essere Vito Bonasora, di cui tutti ricordano cosa ha fatto negli ultimi anni del suo mandato.
Infine, riguardo all’immagine che si percedisce dal di fuori, di un certo gruppo, devo aggiungere qualcosa anche per quanto riguarda civica città. Nel corso della campagna elettorale, tramite la mailing list interna, e inviate direttamente dall’indirizzo del gruppo, mi è arrivato di tutto e di più. Prima una serie di mail che invitavano ad optare per il non voto come unica espressione di protesta verso l’attuale sistema politico, poi c’era un invito a votare per la lista civica nazionale “per il bene comune”, poi ancora si diceva che Travaglio aveva deciso di votare per Di Pietro lasciando intendere che anche quell’indicazione non era male, poi ancora si diceva che il Partito di Di Pietro era uno dei più a-democratici esistenti in Italia in quanto gestito in maniera personalistica. Ora con tutto questo cosa voglio dire? Che, secondo me non è possibile fare politica in questa maniera, non avendo un’idea univoca di che cosa si vuole fare e in che direzione ci si vuole muovere. Questo modo di fare va bene per uno come Grillo ma non per un gruppo che ambisce a voler costruire qualcosa di serio per il paese. Tempo fa tu avevi scritto un post su civica città e il grillismo, nel quale ponevi delle tematiche, secondo me, molto importanti, circa lo sviluppo del movimento. Nessuno è intervenuto quasi che la cosa non fosse importante. Ecco, secondo me è opportuno fare chiarezza perchè c’è già tanta confusione e se si dà all’esterno un’immagine confusa, anche il miglior progetto è destinato ad essere bocciato.
Scusa Francesco ma non ho pubblicato il tuo commento perché attendevo una tua autorizzazione a farlo quindi provvedo subito ad inserirlo dopo questo commento.
Grazie
Caro Piero,
“non starò qui a cercare parole che non trovo, per dirti cose vecchie con il vestito nuovo” diceva Guccini in una canzone, ed è la prima cosa che mi è venuta in mente leggendo il tuo invito a discutere di quello che è successo.
Non voglio fare attacchi personali (almeno spero). Ho riletto quello che scrissi cinque anni fa su Civico 9 all’indomani della vittoria di Judice e ho trovato quelle parole vecchie tanto attuali. Sai bene quello che pensavo e quello che penso di Vito (ovviamente non come persona ma del suo modo di fare politica).
Sono d’accordo con Antonio Sacchetti quando dice che il germe della sconfitta è maturato nel momento in cui si è deciso di spezzare il percorso intrapreso dal Cantiere del Futuro e si è interrotto ancora una volta a causa di forti personalismi e dell’incapacità di Vito di mediare e di unire. I suoi metodi “dittatoriali” ben sintetizzati in quel foglietto scritto da lui stesso su cui si tracciavano le “condizioni per una mia candidatura a sindaco” non hanno fatto altro che dividere ulteriormente chi stava credendo in quel progetto e di spezzare tutte le energie che potevano essere espresse per poter riportare un governo di centrosinistra a Conversano. Cerchiamo di essere sinceri con noi stessi.
Nelle parole “vecchie” di cinque anni fa sostenevo che la maggiore colpa attribuibile a Vito Bonasora era quella di aver ammazzato un sogno. E il sogno era quello di un governo diverso dai soliti schemi, un governo con una grande partecipazione di cittadini, un grande coinvolgimento dei movimenti, delle associazioni e di quanti operano quotidianamente sul territorio. Fu questo che ci fece vincere nel ‘95 quando (ti ricordi?) eravamo davvero soli contro tutti, contro un sistema politico consolidato, contro un gruppo di potere che guardava solo a se stesso. Ricordo ancora il tuo comizio (quello del ‘95) quando rispondendo a Filipponio dicesti che dietro Vito c’erano solo ragazzi (quelli del Laboratorio Politico, quelli dell’Antigone, quelli del Sasso) e non gruppi di potere. Ecco quel clima è stato bruciato ed è stato bruciato negli anni proprio da Vito e dal suo modo di fare politica assolutamente egocentrico.
E non ti nascondo la mia sorpresa di quando ho saputo i nomi della giunta scelta. Siete delle brave persone, capaci e preparate, ma non trovi che sarebbe stato giusto spiegare alla gente perchè ciò che non aveva funzionato dieci anni fa avrebbe dovuto funzionare adesso? Ti ricordi perchè Pino Creanza, Dino Loveccho e tu stesso, insieme ad altri, avete lasciato la giunta Bonasora? Tu lo sai bene perchè, ma lo sanno anche i cittadini, e fu proprio con le vostre dimissioni che il sogno si interruppe. Da allora cominciò la stagione buia della parabola bonasoriana. Se vogliamo, il metodo del galleggiamento, tanto caro a Judice, il continuo cambiamento degli assessori, ecc., è cominciato proprio con Vito.
Ora, quando, nel mio piccolo, ho fatto campagna elettorale a favore della coalizione di centrosinistra, la gente mi chiedeva: ma come è possibile? i nomi della giunta sarebbero anche buoni ma … quand anna’ d’rè (quanto devono durare)? Ed è stata questa l’osservazione ricorrente che mi faceva gente che storicamente ha votato a sinistra.
Questa volta non c’era il sogno, non c’era l’entusiasmo, il coinvolgimento. Era un film già visto e non solo. Era un film, che quando era stato visto la prima volta, già verso la fine del primo tempo cominciava a far schifo. Erano usciti di scena gli attori principali, quelli più capaci, ed erano entrate solo le comparse. Si capiva che il regista era impazzito, che aveva perso il filo del racconto incasinando sempre più la storia fino a quando aveva deciso di interrompere le riprese verso la metà del secondo tempo. Ma se ne accorsero in pochi, perchè il pubblico era già andato via.
Ora, riprodurre la stessa programmazione dopo quasi dieci anni era un suicidio annunciato.
Noi, ostinati fino in fondo, ci siamo fatti illudere ancora una volta ma tanti concittadini non ci sono cascati.
Conosco tanti dipendenti comunali che inorridivano al pensiero di avere nuovamente a che fare con certi isterismi di Vito, conosco suoi ex assessori che hanno votato per Lovascio perchè “si può sbagliare una volta nella vita”. Questa era la realtà.
Si è parlato tanto di coinvolgimento della gente, ma la gente è stata ignorata. Si sono fatte delle primarie farsa, si è deciso tutto all’ultimo minuto, soprattutto si è deciso tutto tra quattro muri, tra gente convinta di essere espressione della volontà popolare ed invece sono espressione di se stesse. Strateghi della politica, che fanno i saccenti dando patenti di vittoria a destra e manca “con Vito si vince con gli altri si perde” ma poi non hanno neanche il coraggio di candidarsi; convinti che si possa avere un ruolo politico senza essere espressione di nessuno.
Non ne parliamo poi di quello che è il Partito Democratico di Conversano. Sarebbe stato meglio chiamarlo Partito (anti)Democratico. Si è fatto un direttivo mastodontico (trenta persone) senza passare da una effettivo coinvolgimento dei simpatizzanti. Le persone sono state scelte rigorosamente come espressione di gruppi interni consolidati. Guai a fare le elezioni. E se le elezioni libere avessero sconvolto i rapporti di forza interna? Al diavolo la democrazia, meglio scegliere tra quattro gatti. Poi ovviamente è inutile dire che un direttivo così grande è assolutamente incapace anche a scegliere se comprare acqua liscia o gassata figuriamoci a fare scelte politiche. Il segretario poi (al quale va riconosciuto il coraggio di aver voluto assumere un compito tanto oneroso) si è mostrato assolutamente incapace a gestire i vari galli presenti nel pollaio. Ancòra, non si sono volute fare le primarie, anche con espressione di più candidati interni al partito (come è accaduto in altri paesi). Anche qui democrazia zero. E ci sarebbe ancora tanto da dire ma credo sia sufficiente.
Un percorso politico non si costruisce dall’oggi al domani ma è un processo che deve maturare a poco a poco con entusiasmo, aggregando e non dividendo. Noi siamo andati alle elezioni senza entusiasmo, senza un progetto vero e già con la paura che si potesse tornare ai fantasmi di dieci anni fa: è vero o no che voi assessori in pectore provenienti da civica città avevate fatto un patto del tipo se va via uno vanno via tutti? Ecco è proprio questo lo spirito che non funziona e che, secondo me, comunque non avrebbe funzionato anche in caso di vittoria. La minestra riscaldata la conoscevano già noi, e la conoscevano gli elettori, più attenti di quanto si pensi.
Ora, finiamola una volta per tutte di considerarci migliori degli altri, più intelligenti, più capaci, più democratici.
La gente ha pensato: “magari lo sono per davvero ma non riusciranno a dimostrarlo”, e ha dato la possibilità ad un altro.
Quindi caro Piero, non è sbagliato il metodo propositivo adottato in campagna elettorale, è sbagliato ciò che stava a monte, prima ancora che si cominciasse a parlare di contenuti.
Per il futuro non saprei, la lezione di cinque anni fa non è servita a niente e questo è grave anche perchè ci si chiede: “che senso ha lavorare cinque anni se poi, negli ultimi mesi, le decisioni vengono prese dalle solite persone?”.
Fino a quando non sentiremo da chi di dovere l’ammissione di aver fallito nella propria missione politica, e la conseguente decisione di farsi da parte, tutto sarà inutile.
A presto.
Ciao Piero e ciao a tutti.
Conosco solo alcuni di voi e prendo la parola in seguito alla lettura delle due reazioni al messaggio di Piero. Mi ha colpita soprattutto il messaggio di Francesco che risponde alle tante domande che mi sono fatta in questi ultimi mesi:
perché il centro sinistra conversanese non è riuscito a rinnovarsi e a proporre persone “giovani” tra i suoi candidati?
Lo stesso candidato sindaco, o candidata sindaco potevano essere a mio avviso Piero D’argento o Anna Maria Candela.
Perché la giunta proposta da Bonasora comprendeva una sola donna?
Perché tra i candidati non vi erano le energie giovani rappresentative di gruppi attivi nella città (penso alla cooperativa Radici o ai ragazzi del WWF che fanno un lavoro quotidiano e prezioso sul territorio)?
Condivido appieno le riflessioni di Francesco che mi sembrano un’interessante chiave di lettura dei risultati. Aggiungerei che questo punto bisogna ripartire dalle “pratiche politiche” piuttosto che dai contenuti, perché probabilmente è solo attraverso pratiche democratiche e partecipate che si può entusiasmare i cittadini e le cittadine.
Aggiungerei infine che la generazione dei quarantenni dovrebbe osare di più invece di lasciarsi cooptare rinunciando a far leva sul proprio peso politico.
Saluti,
Annamaria Zonno
Salve a tutti, mi permetto di esprimere qualche piccola osservazione riguardo alle elezioni comunali e ai molti commenti lasciati sul sito. Non sono certamente un osservatore privilegiato, ne’ sono totalmente al corrente di tutto cio’ che riguarda la politica cittadina degli ultimi anni o decenni: abito a Conversano da poco (18 mesi) e mi sono avvicinato a Civica Citta’ da ancora meno (due settimane), ma qualche idea me la sono comunque fatta.
Ha ragione Pasquale a lamentarsi del fatto che il dibattito politico qui a Conversano si e’ poi in gran parte risolto semplicemente su disquisizioni riguardanti il fatto che il candidato eletto sindaco sia una “brava persona” riconosciuta come tale un po’ da tutti. Pasquale si lamenta al tempo stesso che non si e’ discusso quasi mai di programmi, della loro attuabilita’, dei problemi concreti della citta’.
E allora mi chiedo: nel momento in cui i programmi, e soprattutto la credibilita’ di essi e delle persone che li propongono, ispirano poca o nessuna fiducia nella maggioranza dell’elettorato, che cosa rimane all’elettore? All’elettore non rimane altro che votare una “brava persona”, dimenticandosi di simboli, di partiti, e persino di appartenenze ideologiche di lunga data.
E mi chiedo ancora, anche sulla base di cio’ che hanno osservato (mi sembra giustamente) Annamaria e Francesco: dov’e’ la politica? Intendo la politica “vera”, quella della gente, quella dei problemi veri, e NON quella degli apparati auto-referenziali che decidono per tutti ma rappresentano solo se stessi adottando metodologie non propriamente “democratiche”.
A questo proposito, se e’ vero cio’ che ha osservato Francesco a proposito del PD di Conversano e del suo modo di fare politica, allora c’e’ un deficit enorme di credibilita’ da parte di chi invece si proponeva di condurre la “cosa pubblica” in maniera efficiente e competente. Ripeto, sono qui da poco, e non conosco personalmente i personaggi politici locali, ed in particolare i dirigenti locali della sinistra e del centro-sinistra. Non posso quindi permettermi di esprimere giudizi con piena cognizione di causa su persone e fatti che conosco ancora molto poco. E tuttavia, a me pare che il ritratto del PD fatto da Francesco sia stranamente simile alla situazione della dirigenza del PD nazionale – e i risultati, il 14 aprile, in Italia (per non parlare di Roma), si sono visti.
Vorrei infine citare Annamaria, quando dice che “e’ solo attraverso pratiche democratiche e partecipate che si può entusiasmare i cittadini e le cittadine.” Parole verissime. E quindi: quando si (ri)comincia a fare politica vera? Civica Citta’, se ci sei (e SO che ci sei!) batti un colpo!
Max
ciao a tutti voi amici di civica città,
credo che Pasquale sia ingiusto in questo momento e con il risultato otenuto da Giuseppe Lovascio…ma non per Giuseppe o per la maggioranza che amministrerà Conversano ma per coloro che la hanno votata…e sono tanti! Uno dei problemi, a mio modo di vedere che attanaglia oggi la sinistra, e quindi anche noi, è la “presunzione” che nasce dal convincimento di essere nel giusto… guai a contraddire chi è nel giusto!!!
Siamo “presuntuosi” quando diciamo che lovascio e bonasora non conoscono i problemi della città!
Siamo “presuntuosi” quando come Piero affermiamo che sorprende il “netto distacco”!
Siamo “presuntuosi” anche quando scriviamo come ha fatto Antonio:”(tanto per fare un esempio, la gente che ha appoggiato Giuseppe lo ha fatto col cuore, credevano ciecamente in lui – anche aiutati da una impostazione culturale più propensa all’adulazione, diversa dalla nostra più “democratica”.. che però non tira voti)”!!!
Siamo “presuntuosi” quando ci facciamo vanto dei “ricordi”!!!
Bene scendiamo dal “piedistallo” e ascoltiamo cosa hanno da dirci gli altri…proponiamo senza imporre il nostro modo di vedere…ma soprattutto ricominciamo ad aiutare senza chiedere nulla in cambio!!!
Un affettuoso abbraccio…mimmo
Ciao a tutti. Molte delle cose che avete scritto mi sollecitano e spero di avere presto occasione per confrontarmi con tutti voi. Rispondo solo d’istinto – quasi uno sfogo – all’ultimo post di Mimmo, perché non ne posso più di questa storia della presunzione. E’ vero, un atteggiamento saccente infastidisce. E’ vero, a volte diamo l’impressione di essere solo un gruppo di saputelli. Ma per la miseria, un minimo di amor proprio ce lo dovete consentire. Qui c’è gente, nel centrosinistra, che da qualche decennio studia le politiche sociali e sociosanitari di questo territorio. Eppure quando si tratta di discuterne in pubblico lo fa con umiltà, dicendo che si tratta di questioni complesse, che vanno affrontate con rigore metodologico, ecc. ecc. Dall’altra parte sui palchi hanno detto che loro sono la storia dei servizi sociali a Conversano. E noi saremmo i presuntuosi. E’ presuntuoso dire che non basta promettere ‘faremo il PUG’ in due anni, ma bisogna almeno dire che cosa ci scrivete in questo PUG? E’ presuntuoso dire che i rappresentanti di quartiere non hanno motivo di esistere in una città di appena 25 mila abitanti? E’ presuntuoso dire che le consulte sono un istituto della partecipazione ampiamente superato dalla pratica amministrativa degli ultimi 20 anni e persino dalla nostra Costituzione? E potrei continuare … Su questi punti abbiamo chiesto un confronto, sul merito, altro che imporre il nostro punto di vista. Altra cosa è poi chiedersi se queste cose portano voti o meno …
Vedi Mimmo la capacità di ascolto presuppone anche una idea di se, perlomeno. Una idea che a volte può essere il risultato di una enorme fatica, di cui si portano persino i segni fuori e dentro il proprio corpo. Sono convinto che vorrai perdonare se per questa idea ci sia ancora qualcuno disposto persino a perdere dei voti …
Con lo stesso affetto, Piero.
Caro Piero,
il mio era un riferimento all’essere presuntuosi quando non si capisce il perchè di un netto distacco…probabilmente oggi il disagio sociale è così cresciuto che anche gli studi fatti alcuni mesi fa non sono più attuali…
Non credi che dire e magari imporre che i rappresentanti di quartiere non servono in una cittadina di 25000 abitanti se la maggiorparte di questi lo vuole, sia presuntuoso!!!
Credimi non ti conoscevo e grazie a questa campagna elettorale ti ho conosciuto e ritengo di essermi arricchito…ma perchè uno come me non ti conosceva???perchè non conosco gli altri che avrebbero dovuto far parte della giunta???Mi chiedo, è una mia mancanza???oppure è una mancanza della politica???
Non credo che tu sia presuntuoso, ma molti altri esponenti di sinistra lo sono, e te lo dice uno che ha partecipato alla costituzione del pd e avendo un difetto, dico sempre quello che penso senza filtro alcuno, sono stato messo alla porta.
Certo tu mi dirai il PD non è di sinistra…all’ora mi spieghi cosa è la sinistra se non le persone che la compongono???
Ti saluto con profonda stima perchè ti ripeto, oggi dopo everti conosciuto, il mio bagaglio di conoscenze è più ricco…mimmo
Ciao a tutti, finalmente vi leggo. In molti mi avevano parlato del dibattito che si stava sviluppano in questo blog ma nona vevo ancora avuto modo di leggervi. E credetemi, non l’ho fatto con l’approccio della curiosità, ma con l’interesse di avvicinarmi ad una lettura plurale di quello che sta succedendo a Conversano, perchè io credo che si tratti di vicende per certi versi decisive, se non si fa finta di non vederle, e questo nel bene e nel male.
Ho letto il vostro scambio di riflessioni soprattutto con molto rispetto, perchè credo che chi ha il senso dell’impegno politico ha l’obbligo di prestare l’orecchio e tutta la sua attenzione per le motivazioni “degli altri”, soprattutto quando gli altri sono persone che in molti casi non fanno politica attiva ma guardano attivamente ad una certa politica, perchè ci si può solo arricchire e magari, con un bagno di umiltà (non frequente di questi tempi) si può anche migliorare il senso e le forme del proprio impegno politico.
La prima cosa che ho apprezzato è il coraggio delle proprie opinioni, e la volontà di discutere di un esito politico-elettorale che non si vuole far passare sotto silenzio. Chi mi conosce sa che non le mando a dire, ma le dico direttamente, e spesso in modo anche eccessivamente diretto, ma credo che questa sia la forza del confronto con gli altri, che siano o no addetti ai lavori della politica. Quindi potete immaginare quanto apprezzi la franchezza dei vostri interventi, che siano o meno condivisibili.
Avete spontaneamente “messo in piazza” argomenti assai importanti e delicati, con la vostra voglia di parlarne e di confrontarvi, dando secondo me una bella “lezione” a chi ancora oggi, dopo il 9 marzo (primarie), il 13-14 aprile e il 27-28 aprile, pensa che i panni sporchi si debbano lavare in famiglia.
A me personalmente piacerebbe molto che una sintesi rappresentativa di tutte le riflessioni già espresse e quelle che ancora si aggiungeranno possano essere rese “patrimonio” pubblico di una opinione più allargata al giro degli internauti, perchè a dispetto di certe formazioni politiche che sono tornate a chiudersi al loro interno (a parte l’IdV, nessun altro partito di centrosinistra ha aperto una discussione di verifica, analisi e valutazione – altra cosa dal regolamento dei conti, che non serve a nessuno!), c’è un centro sinistra che è vivo, pensa e ragiona, si forma autonomamente delle opinioni e ogni tanto le manifesta, anche in modo stupefacente da parte di qualcuno di noi.
Perchè la sconfitta del centrosinistra, la bocciatura di un candidato sindaco, i 3700 voti di scarto, la scelta di costruire una campagna elettorale sulle persone piuttosto che su dinamiche politiche più trasparenti e più unitarie, lo scontro tra approcci alla politica (che è in atto all’interno del PD), ecc…, non siano fatti accaduti invano, è necessario “elaborare il lutto” per quanto doloroso possa essere, se vogliamo pensare che da qui deve ripartire la costruzione del centro sinistra a Conversano. Cosa terribilmente e storicamente difficile a Conversano, soprattutto se si vuole un centro sinistra che sia credibile per linea politica e qualità delle persone, per competenze e capaxcità di declinare progetti. Cosa terribilmente necessaria se si vuole svoglere un ruolo di opposizione che sia lucida, coerente e perfino costruttiva quando la Amministrazione Lovascio ce ne offra la possibilità e mostri un atteggiamento di disponibilità e di attenzione, nell’interesse di quella “conversano migliore” cui tutti tendiamo, pur con motivazione e modalità diverse.
Infine credo che ricostruire il centrosinistra, oltre che difficile e necessario, è anche quello che già ci ha chiesto il popolo di conversano, il cui cuore – talvolta malgrado i partiti di centrosinistra – batte a centro sinistra, se è vero come è vero che nelle stesse cabine elettorali e nelle stesse ore il voto politico a Camera e Senato è stato con forza indirizzato a centrosinistra (penso ai 6600 voti del PD alla Camera, contro ai 5500 voti dell’intera coalizione Bonasora, ma anche ai 6600 voti del PD e ai 3000 circa presi dal PD a livello amministrativo).
Io credo che in questo come in altri dati, ci siano dei segnali precisi che la gente ha voluto inviare su un metodo e delle scelte che a livello amministrativo non ha apprezzato e non hanno pagato. E ci sono i sintomi di un impegno politco da parte una parte dei partiti di centrosinistra (direi tutti coloro che dicevano “con Bonasora si vince, con altri si perde”, e che hanno commentato dopo il voto “senza Bonasora non saremmo arrivati neppure al ballottaggio”).
Direi che i numeri, la logica e le sensazioni a pelle hanno mostrato la mediocrità di questi argomenti, ma oggi non serve a nessuno dire l’avevamo detto, o cose simili. Come Mimmo giustamente ci dice non è di regolamento di conti che abiamo bisogno.
Ma di assunzioni di responsabilità, di aperture al popolo del centro sinistra, di proposte per uscire dai gusci stretti dei partiti a livello locale e per andare incontro alla città, di tutto questo c’è bisogno.
Io nonostante tutto (alcuni di voi sanno quali sono le mie opinioni su alcune delle vicende e delle scelte registrate negli ultimi mesi) credo che non dobbiamo continuare a personalizzare, cioè a commentare rispetto ad atteggiamenti dei singoli (presunzione, ricerca di visibilità, maggiore o minore autostima, ricerca di altri candidati a sindaco, ecc…) ma interrogarci e rilanciare il guanto della sfida alla politica locale rispetto ai metodi di lavoro, alle forme di confronto e di dialogo, alle modalità di lettura del contesto, alle modalità di affermazione di qualche buona idea e di tante progettualità concretamente fattibili.
Non mi sento di assolvere nessuno in questo momento e nemmeno me stessa, sia chiaro, (le mie condanne e le mie delusioni o amarezze le ho espresse anticipatamente e quando andava fatto per tentare di modificare lo stato delle cose, ahimè invano) e non voglio cambiare il piano della discussione per cambiare registro. Anzi, con tutta la schiettezza che sarà necessaria – e che già ha contraddistinto il vostro (nostro) dibattito – credo sia utile in questo momento indirizzare la discussione verso la ricerca di percorsi di soluzione, di ricostruzione, di rigenerazione della politica di centrosinistra, senza cancellare i generi, le generazioni, i gruppi, gli approcci culturali e ideali, ma ricercando uan sintesi utile.
E mi arrabbio e mi arrabierò molto con quei soloni della politica che continueranno a sostenere che non sia necessario discutere in pubblico di certe cose. Ma la politica che cosa è se non discussione pubblica!??!!?
E quindi credo che si stia facendo molta più politica in questo e in altri blog animati a livello cittadino, di quanta se ne sia fatta negli ultimi mesi in certe sedi di partito.
E quindi… grazie.
COMUNICAZIONE DI SERVIZIO
Buon dì a tutti
vi comunico che domenica prossima (11 maggio) alle ore 10,30 si terrà un incontro (aperto anche ai non iscritti) nella sede provvisoria di Civica Città (alle spalle di Corte d’Altavilla)
Ci si vede alle ore 10.15 nei pressi del bar Tentazioni di Largo della Corte soprattutto per coloro che non conoscono l’ubicazione della sede.
Per eventuali e varie comunicate via email.
Non mancate
Luigi
civica città
P.S. per Francesco D’Argento:
tutte le mail arrivate tramite la mailing list interna, prima e durante il periodo elettorale, non erano inviti a votare ma semplicemente “inviti ad informarsi” e ad approfondire determinate questioni (anche politiche) legate alla scarsa visibilità o il mancato risalto nei principali media italiani su argomenti di particolare interesse.
Ribadisco, a scanso di equivoci, che Civica Città non ha preso ufficialmente nessuna posizione sul voto delle politiche e delle amministrative.
Che opinione avete delle persone che compongono la Giunta comunale?
Salve. Io personalmente non ho nessuna opinione nei confronti dell’attuale giunta comunale.
Ci sono poche persone nuove, che voci di popolo affermano saranno manovrate dai vecchi volponi della politica locale.
Comunque mi pare un po prestino per fare affermazioni. Staremo a vedere. La gente ha voluto dargli fiducia, ora spetta a loro contraccambiare.
Per Luigi Ramunni.
Potresti inserire un nuovo post della nuova giunta con le foto, le eventuali liste o partiti di riferimento ed eventualmente una piccola biografia di tutti gli assessori?
Grazie
Ciao. C’è qualcuno che ha l’articolo della Gazzetta di ieri 15 marzo con le dichiarazioni di Di Palma sul mancato rispetto dell’accordo di Lovascio con la coalizione di Gentile relativo ad un posto in giunta?
Annamaria Zonno, di cosa ti lamenti?
sempre che sia tu la persona sotto indicata, beneficiaria di un incarico all’interno del progetto CYRONMED della Regione Puglia
Annamaria Zonno
DGR 1.118/06
Coordinamento del partenariato internazionale
Agosto 2006
Dicembre 2007
euro 43.200,00.
Devi essere un genio se in sei mesi riesci a guadagnare quanto un operaio in tre anni.
Mi piacerebbe che gente come te riuscisse a guadagnare tanto in un rapporto privato/privato in libera concorrenza.