Archivio per la categoria 'Notizie dal Web'

SE QUESTA E’ …ARTE

Chiedo perdono a Primo Levi se ho preso a prestito il titolo del suo Capolavoro letterario, parafrasandolo, ma non ho potuto non vedere similitudine e continuità di comportamenti tra “l’essere (dis)umano” Nazista e aguzzino nei campi di sterminio e tale cosiddetto “artista” Guillermo Habacuc Vargas. Sembrano passati anni luce da quando altri Artisti (quelli sì con la A maiuscola) hanno messo in scena la sofferenza con abilità, senso compositivo e provocazione, tanto per citarne uno: Oliviero Toscani (sue, di qualche mese fa, le foto shock che ritraevano una consenziente modella malata di anoressia). Ora con questo Vargas siamo andati oltre, oggi lui per rappresentare la sofferenza non ha trovato di meglio che raccogliere un povero cane randagio dalla strada, portarlo in un salone espositivo di un un museo e tra gli sguardi incuriositi e compiacenti di organizzatori e visitatori, lasciarlo lentamente morire di fame e di sete legato ad una corda!

Tralasciando il ragionamento sull’opportunità che forse sarebbe stato meglio che a mettere in scena l’esibizione della morte per fame e stenti fosse stato lui stesso, il Vargas, ciò che lascia più sgomenti non è solo quella che potrebbe essere la deviazione mentale di un uomo che ha creduto di fare una cosa originale compiendo, in sostanza, lo stesso abominio che altri, 60 anni prima, avevano già messo in pratica addirittura come rito di massa ad Auschwiz, Birkenau, Belsen ecc…, ma l’indifferenza e/o la complicità dei responsabili del museo e dei visitatori. Capisco che molti potrebbero indignarsi per questo mio azzardato accostamento, ma vedete, questa non è che una piccola variabile di quella stessa brutalità. Il sadismo di fondo è stato lo stesso, indipendentemente dal fatto che allora si sia trattato di milioni di persone innocenti e oggi di un povero cane. Non è infatti paragonabile la sola, unica, vita di una povera bestia inconsapevole ed innocente, a quella della più grande tragedia del ‘900, ma qui in discussione è la stessa lucida indifferenza alla violenza, di chi ha assistito e consentito che ciò avvenisse. Sono certo che questo individuo, che fatico a definire “uomo”, non avrebbe avuto scrupoli nel fare lo stesso con i propri simili, se si fosse trovato a dirigere un campo di sterminio nazista, piuttosto che uno di quei “Garage” del centro della Buenos Aires dei Generali. Oggi l’infame individuo è stato invitato a partecipare alla Biennale d’Arte Centroamericana e fortunatamente un coro di proteste si sta sollevando da mezzo mondo ed è aperta la sottoscrizione online per una petizione mossa a richiedere l’esclusione di Vargas dall’evento.

Invito tutti, quindi, a voler perdere 5 minuti del proprio tempo per Aderire alla Petizione affinché non possa ripetersi tale abominio sotto le definizioni di “Arte” e “Artista” ma definendo tali eventi per quello che in effetti sono:

CRIMINE e CRIMINALE!

Donato Fanelli

La petizione è sottoscrivibile a questo link:

http://www.petitiononline.com/13031953/petition.html 

 

La polizia francese passa a Linux

Parigi - I computer della Gendarmerie Nationale francese girano con Windows XP ma non durerà: quest’anno tra i 5mila e gli 8mila PC saranno convertiti a Linux, nell’ambito di un piano avviato già dal 2005 per la migrazione dell’intera infrastruttura informatica della polizia transalpina all’open source. Ma è un processo che andrà avanti anno dopo anno e che riguarderà decine di migliaia di PC.linux

La sensazione è che si tratti della maggiore migrazione di questo tipo in Europa. Entro il 2014, ha spiegato il vicedirettore, il colonnello Nicolas Geraud, non ci saranno più computer con sistemi operativi proprietari nelle divisioni centrali e locali della Gendarmerie.

Stando ai numeri diffusi dalla direzione della polizia francese, passare a sistemi operativi aperti consentirà ad un risparmio di 7 milioni di euro l’anno oggi spesi in licenze software.
Va detto che sono ormai diverse le amministrazioni francesi che hanno abbracciato o stanno abbracciando le tecnologie aperte, con la complicità di una visione che da tempo sembra favorire in Francia l’open source sulle alternative proprietarie.

Fonti rinnovabili, è on line la guida all’energia pulita fatta in casa

da TuttoConsumatori.it
fotovolatico pannelli

L’Italia punta sul sole. Così, per spiegare come accedere ai contributi e quali sono le potenzialità del nuovo “conto energia”, il ministero dell’ Ambiente ha lanciato un nuovo portale internet all’indirizzo www.casarinnovabile.it. Si tratta di una guida on line con tutte le informazioni utili rivolte alle famiglie e alle aziende che vogliono avvalersi dei contributi o che cercano informazioni sulle opportunità offerte dal conto energia, il nuovo sistema di incentivi per l’installazione di impianti fotovoltaici.

Ecco come funziona il meccanismo con le stime degli effetti sul portafogli dei cittadini secondo il ministero dell’Ambiente.

Come funziona. Dopo l’installazione dell’impianto, tutta l’ energia fotovoltaica prodotta sarà acquistata dal Gestore servizi elettrici (Gse) ad un prezzo pari a quasi tre volte quello normalmente speso per la fornitura dalla rete elettrica. Il conto energia, quindi, è un vero e proprio investimento che consente a chi installa un impianto fotovoltaico nella propria abitazione o azienda di ottenere una rendita finanziaria fino ad un massimo dell’8% annuo per 20 anni.

Stime investimento. Installando, ad esempio, un impianto di 1,5 Kw del costo di 11mila euro (ammortizzabili in 6-10 anni) si può arrivare a raddoppiare l’investimento, ottenendo dopo 20 anni un guadagno di circa 12mila euro che continua anche dopo la scadenza ventennale degli incentivi statali.

Incentivi casa ecologica. Sono previsti ulteriori incentivi, tutti immediatamente disponibili, del 30% se si ristruttura ecologicamente la propria abitazione in base alle regole di risparmio energetico e di un altro 5% se la ristrutturazione prevede la rimozione del pericoloso eternit.

L’auto ad aria è… volata via

Eolo, la vettura che avrebbe fatto a meno della benzina è stata fatta sparire. Perché?


VIVAMO IN UN MONDO DOVE CI VOGLIONO FAR CREDERE CHE IL PETROLIO E’ IMPORTANTE QUANTO L’ACQUA QUESTA DEVE DAVVERO FARE IL GIRO DEL MONDO!

Guy Negre, ingegnere progettista di motori per Formula 1, che ha lavorato alla Williams per diversi anni, nel 2001 presentava al Motorshow di Bologna una macchina rivoluzionaria: la “Eolo” (questo il nome originario dato al modello), era una vettura con motore ad aria compressa, costruita interamente in alluminio tubolare,fibra di canapa e resina, leggerissima ed ultraresistente.

Capace di fare 100 Km con 0,77 euro, poteva raggiungere una velocità di 110 Km/h e funzionare per più di 10 ore consecutive nell’uso urbano.
Allo scarico usciva solo aria, ad una temperatura di circa -20°, che veniva utilizzata d’estate per l’impianto di condizionamento.
Collegando Eolo ad una normale presa di corrente, nel giro di circa 6 ore il compressore presente all’interno dell’auto riempiva le bombole di aria compressa, che veniva utilizzata poi per il suo funzionamento.
Non essendoci camera di scoppio né sollecitazioni termiche o meccaniche la manutenzione era praticamente nulla, paragonabile a quella di una bicicletta.

Il prezzo al pubblico doveva essere di circa 18 milioni delle vecchie lire, nel suo allestimento più semplice.

Qualcuno l’ha mai vista in Tv?

Al Motorshow fece un grande scalpore, tanto che il sito www.eoloauto.it venne subissato di richieste di prenotazione: chi vi scrive fu uno dei tanti a mettersi in lista d’attesa, lo stabilimento era in costruzione, la produzione doveva partire all’inizio del 2002: si trattava di pazientare ancora pochi mesi per essere finalmente liberi dalla schiavitù della benzina, dai rincari continui, dalla puzza insopportabile, dalla sporcizia, dai costi di manutenzione, da tutto un sistema interamente basato sull’autodistruzione di tutti per il profitto di pochi.

Insomma l’attesa era grande, tutto sembrava essere pronto, eppure stranamente da un certo momento in poi non si hanno più notizie.

Il sito scompare, tanto che ancora oggi l’indirizzo www.eoloauto.it risulta essere in vendita.

Questa vettura rivoluzionaria, che, senza aspettare 20 anni per l’idrogeno (che costerà alla fine quanto la benzina e ce lo venderanno sempre le stesse compagnie) avrebbe risolto OGGI un sacco di problemi, scompare senza lasciare traccia.
A dire il vero una traccia la lascia, e nemmeno tanto piccola: la traccia è nella testa di tutte le persone che hanno visto, hanno passato parola,hanno usato Internet per far circolare informazioni.

Tant’è che anche oggi, se scrivete su Google la parola “Eolo”, nella prima pagina dei risultati trovate diversi riferimenti a questa strana storia.

Come stanno oggi le cose, previsioni ed approfondimenti. Il progettista di questo motore rivoluzionario ha stranamente la bocca cucita, quando gli si chiede il perché di questi ritardi continui. I 90 dipendenti assunti in Italia dallo stabilimento produttivo sono attualmente in cassa integrazione senza aver mai costruito neanche un’auto.
I dirigenti di Eolo Auto Italia rimandano l’inizio della produzione a data da destinarsi, di anno in anno.

Quali considerazioni si possono fare su questa deprimente vicenda? Certamente viene da pensare che le gigantesche corporazioni del petrolio non vogliano un mezzo che renda gli uomini indipendenti.

La benzina oggi, l’idrogeno domani, sono comunque entrambi guinzagli molto ben progettati.
Una macchina che non abbia quasi bisogno di tagliandi nè di cambi olio,che sia semplice e fatta per durare e che consumi soltanto energia elettrica, non fa guadagnare abbastanza.
Quindi deve essere eliminata, nascosta insieme a chissà cos’altro in quei cassetti di cui parlava Beppe Grillo tanti anni fa, nelle scrivanie di qualche ragioniere della Fiat o della Esso, dove non possa far danno ed intaccare la grossa torta che fa grufolare di gioia le grandi compagnie del petrolio e le case costruttrici, senza che “l’informazione” ufficiale dica mai nulla, presa com’è a scodinzolare mentre divora le briciole sotto al tavolo….

invece delle inutili catene di S. Antonio, facciamo girare queste informazioni!!!

LA GENTE DEVE SAPERE!!!!!!!



saviano

behablog

La Frase della Settimana

"Come fa uno a unirsi alla rivoluzione quando ha l'abbonamento allo stadio? Che fa, si perde le partite?".
N. Hornby, Internazionale 25.01.08

Statistiche

  • 10,324 visite (dal 25 gennaio 2008)
Add to Technorati Favorites
diffondi
Political Activism Blogs - Blog Catalog Blog Directory
Directory of Politics Blogs

Disclaimer e Licenza

Questo blog non è una testata giornalistica, non avendo carattere periodico, ai sensi della L. n. 62 del 7/3/2001.
Il blog è pubblicato sotto licenza
Creative commons