Rifiuti, gli italiani ne producono sempre di più

In dieci anni impennata del 255%

In dieci anni la produzione di rifiuti e’ cresciuta costantemente, passando da quasi 26 milioni di tonnellate nel 1996 a 32,5 tonnellate nel 2006, con un incremento del 25,3%. E’ quanto emerge dal rapporto rifiuti 2007 dell’Apat, presentato oggi, da cui emerge che la produzione di rifiuti e’ cresciuta anno dopo anno, senza mai registrare battute d’arresto. Nel 2006 i rifiuti hanno raggiunto i 32,5 milioni di tonnellate, in aumento rispetto all’anno precedente del 2,7%. La crescita piu’ consistente si osserva al nord Italia, dove la produzione ha segnato un +3%, mentre l’incremento e’ stato del 2,9% al sud e dell’1,8% al centro. La produzione maggiore procapite nel 2006, invece, si e’ registrata al centro, con 638 chili di rifiuti a persona l’anno, mentre al sud sono stati raggiunti 509 chili procapite e al nord 544 chili a persona. Passando alle singole regioni, sempre nel 2006, e’ la Toscana a vincere la classifica della produzione di rifiuti, con 700 chili l’anno procapite, seguita dall’Emilia Romagna (677 kg), e dall’Umbria (661 kg). Ultime della classifica, invece, Basilicata (401 kg), Molise (405 kg) e Calabria (476 kg).

rifiutiNei 10 anni l’aumento maggiore si e’ registrato nel 1998 quanto e’ passato da 26,6 milioni di tonnellate a circa 29 milioni (+5,7%). Mentre la crescita minore e’ stata quella del 2003 con circa 30 milioni di tonnellate rispetto ai 29,9 circa dell’anno precedente (+0,6%). In media la produzione procapite nel 2006 e’ stata di 550 chili, con un incremento rispetto all’anno precedente di 11 kg per abitante. Il rapporto, si sottolinea, evidenzia ancora ”difficolta’ nell’avvio di azioni efficaci per quanto riguarda la prevenzione della produzione di rifiuti”. Nel 2006 la gestione dei rifiuti urbani mostra ancora una riduzione del ricorso alla discarica, che si riduce dello 0,7% rispetto all’anno precedente. Il numero di discariche per rifiuti urbani in esercizio, sempre nello stesso anno, diminuisce di 37 unita’. Un fenomeno che interessa soprattutto il sud con regioni come la Sicilia dove gli impianti sono 23 in meno, la Campania (7 impianti in meno) e l’Abruzzo (3 impianti in meno). La Lombardia si conferma la regione che fa minore ricorso alla discarica, dove viene mandato il 17% dei rifiuti urbani. Mentre in Sicilia e’ molto elevato il ricorso alla discarica (94%), seguita dal Molise (93%) e della Puglia (91%).

Nel complesso e’ positiva la diffusione della raccolta differenziata, pari al 25,8% della produzione totale dei rifiuti urbani, in aumento rispetto al 24,2% del 2005. Un dato ancora lontano dal target fissato con la legge del dicembre 2006, che ha fissato l’obiettivo da raggiungere al 40% entro il 31 dicembre del 2007. Solo il nord e’ arrivato al 40%, in aumento del 2% rispetto all’anno precedente, mentre sono ancora molto indietro le altre aree con il centro che e’ al 20% (+0,8% rispetto al 2005) e il sud che arriva al 10,2% (+1,4% annuo). Tra le regioni e’ il Trentino Alto Adige a fare piu’ raccolta differenziata (49,1%), seguito dal Veneto (48,7%), dalla Lombardia (43,6%) e dal Piemonte (40,8%). Agli ultimi posti invece il Molise (5%), la Sicilia (6,6%) e la Basilicata (7,8%). Il maggior incremento rispetto al 2005 lo registra la Sardegna che dal 9,9% arriva al 19,8% con un aumento del 9,9%. Dal rapporto emerge anche la conferma che continua a crescere la quantita’ di rifiuti di imballaggio avviata a recupero, che arriva a 8 milioni di tonnellate. Tra le diverse tipologie merceologiche l’incremento maggiore si registra per il legno (+5,9%) e per la plastica (+6,5%).

Fonte: Vita.it

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