Farmers Market: dal produttore al consumatore

Finalmente in Italia si inizia a parlare di farmer’s market!

dal sito http://www.farmersmarket.it

Grazie alle novità apportate dalla Finanziaria 2007 i consumatori beneficeranno dei vantaggi di questi mercati. I farmer’s market negli Stati Uniti hanno già una propria configurazione giuridica; a livello nazionale la conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera al decreto attuativo esecutivo dal 1 gennaio 2008 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 301 del 29-12-2007.
In Italia i mercati contadini sono nati in Alto-Adige e via via si stanno espandendo a macchia d’olio in molte zone d’Italia. Interessanti esperienze sono quelle di Taranto, Montevarchi (AR), Jesi (AN). Con l’emanazione del Decreto si prevede lo sviluppo di circa 100 mercatini degli agricoltori nelle città italiane entro il 2008 per arrivare, nel 2010, a 400-500 mercati attivi, per un totale di 6000-8000 imprese agricole coinvolte.

Il Farmers Market di Bari

Secondo una recente indagine di Agri 2000 due italiani su tre hanno fatto acquisti direttamente dagli agricoltori, e per quanto riguarda la qualità il giudizio è risultato molto positivo: nessuno la ritiene scadente, il 64% la giudica buona e il 36% addirittura ottima. I prodotti maggiormente acquistati sono il vino (33%), i formaggi (29%) e frutta e verdura (27%). Ben il 42% di chi ha frequentato le aziende agricole ritiene di trovare più convenienti i prezzi proposti dai produttori rispetto a quello dei negozi mentre la distanza eccessiva dalle aziende è in più della metà dei casi (53%) il principale ostacolo all’acquisto nelle aziende agricole.

Secondo una recente indagine di Agri 2000 due italiani su tre hanno fatto acquisti direttamente dagli agricoltori, e per quanto riguarda la qualità il giudizio è risultato molto positivo: nessuno la ritiene scadente, il 64% la giudica buona e il 36% addirittura ottima. I prodotti maggiormente acquistati sono il vino (33%), i formaggi (29%) e frutta e verdura (27%). Ben il 42% di chi ha frequentato le aziende agricole ritiene di trovare più convenienti i prezzi proposti dai produttori rispetto a quello dei negozi mentre la distanza eccessiva dalle aziende è in più della metà dei casi (53%) il principale ostacolo all’acquisto nelle aziende agricole.

Buy fresh, buy local
”Compra fresco, compra locale”. Dopo gli USA anche qui da noi non si fa altro che parlare di “farmer’s market”: i mercati degli agricoltori.
I farmer’s market sono appunto dei mercati in cui gli agricoltori stessi, vendono direttamente il prodotto al consumatore. In tal modo si sviluppa la filiera corta (dal produttore al consumatore) con i seguenti vantaggi:

  • prodotto del territorio, di qualità e di stagione
  • superano le difficoltà dei consumatori a spostarsi in campagna (vendita a km 0)
  • fanno da traino al turismo
  • evitano il moltiplicarsi dei prezzi dal campo alla tavola

Visualizza e scarica la tabella sui prodotti di stagione. Clicca qui

Non vi sono grossisti, né prezzi imposti dalla grande distribuzione. Così facendo ai consumatori si può offrire un prodotto di stagione a prezzi tagliati dal 30% al 60% rispetto a quelli dei negozi. A testimonianza del risparmio per la spesa alimentare delle famiglie si porta l’esempio del mercato contadino di Trento, operativo già dal 2007, dove i prezzi sono più bassi rispetto alle normali catene commerciali di una percentuale variabile (rilevamenti al 16 gennaio 2008) dal 31% del radicchio rosso tondo al 59% delle cipolle bianche.

Secondo USA Today “I farmers market aiutano gli agricoltori a rimanere in attività”. L’articolo pubblicato su questa rivista sottolinea inoltre come i produttori fanno più soldi vendendo (direttamente) al pubblico che ai grossisti.

Le parole di De Castro
“Il rapporto (dell’Antitrust) ha messo in luce i riflessi negativi di una filiera troppo lunga evidenziando rincari che dal produttore al consumatore arrivano a percentuali insostenibili. Noi riteniamo che quest’andamento sia assolutamente da correggere. Se la grande distribuzione, i supermercati e i mercati rionali devono potenziare il proprio ruolo, come suggerisce l’analisi Antitrust, anche alcuni aspetti della produzione vanno rivisti combattendo la frammentazione e preferendo forme consortili o societarie, sistemi di aggregazione di produttori. Tra l’altro proprio la Finanziaria 2007 promuove la creazione dei cosiddetti “mercati degli agricoltori” (farmer’s market), meccanismo di vendita diretta senz’altro capace di dare efficaci risposte”.
“Si tratta di una grande opportunità di sviluppo per il mondo rurale e nello stesso tempo di una risposta alla necessità di correggere le storture che ancora caratterizzano le filiere, penalizzando sia chi produce che chi consuma “.

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5 thoughts on “Farmers Market: dal produttore al consumatore

  1. Cari amici,
    noto con stupore che questa sezione del blog, secondo me propositiva e progettuale, è poco sviluppata e frequentata.
    In merito allo sviluppo delle attività produttive per Conversano, si potrebbe lavorare per la creazione di uno sportello “comunale” per la gestione dei finanziamenti.
    Mi spiego meglio…
    Oggi è fondamentale ottimizzare al max le risorse economiche attingendo anche come “pubblico” ai cosi detti “fondi europei”.
    E fuor di dubbio che molte amministrazioni lavorano in tal senso spendendo “energie e capacità professionali” per tale scopo…progettare e reperire fondi per creare.
    Nella nostra cittadina poco è stato fatto in tal senso.
    è mia opinione che molte aziende private attingendo a fondi europei creano ricchezza per se e per il proprio territorio per il quale mettono a disposizione tali fondi.
    Probabilmente in tal senso i nostri imprenditori hanno saputo fare meglio…probabilmente, perchè poi tutti dicono di aver fatto da soli con i propri mezzi (questo sarebbe vero anche nel caso in cui avessero usufruito di finanziamenti europei).
    è vero anche, che molti artigiani e molti piccoli e micro imprenditori si perdono nella burocrazia e nello sviluppo di progetti per il reperimento di eventuali fondi.
    spesso i piccoli imprenditori dovendo scegliere, dove investire i propri soldi e le proprie energie, preferiscono pensare al certo ed immediato a scapito dei “famigerati e tortuosi” finanziamenti che finiscono per essere sfruttati così sempre dai soliti e ben più grossi imprenditori.
    La mia proposta è quella di creare uno sportello “comunale” dei finanziamenti o della progettualità o come la si vuole chiamare la si chiami, per il monitoraggio di eventuali fondi e di eventuali richieste.
    Questo sportello potrebbe essere creato ed affidato con delle borse di studio a giovani professionisti del settore (neo laureati).
    Credo che un investimento di poche decine di migliaia di euro (che potrebbero essere autoreperite dallo stesso “sportello”) possa tornare utile sia alle casse comunali che alle stesse molteplici attività comunali.
    Questo sportello però non deve funzionare come funzionava “lo sportello unico” ma deve poter dare concretezza alle richieste anche dei privati.
    un caro saluto a tutti…mimmo

  2. I personally Think that blog post, “Farmers Market: dal
    produttore al consumatore | Civica Città” was really good!
    I reallycouldn’t see eye to eye along with u even more! At last seems like I personallystumbled upon a web site really worth checking out. Many thanks, Rosaria

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