La storia delle Cose (Story of Stuff)

Annie Leonard ci spiega qual’è il problema della corsa al consumismo iniziata negli anni 50.

Il perchè oggi ci stiamo dirigendo contro un muro.

Si ringrazia il progetto dePILiamoci a cura di Roberto Lorusso e Nello De Padova per la traduzione e il doppiaggio italiano

PARTE PRIMA

PARTE SECONDA

PARTE TERZA

Proposta per Villa Garibaldi e i bambini

Adesso in Villa Garibaldi i bambini piccoli non possono piu andare in bici

Visto che la villa è l’unico posto in cui mamme e bimbi possono stare tranquilli e lontani dalle macchine che girano sul largo di corte nel centro storico durante l’estate e inoltre godere dell’ombra, stiamo organizzando in settimana un incontro con il sindaco per fargli un paio di proposte e cercare delle soluzioni con lui.

Chi di voi è interessata/ a stendere un progettino nei prossimi due giorni puo spedire un commento in questo post con le sue proposte.

Grazie

Jessica

Incontro con i candidati sindaco – riflessioni

Ieri sera non è andata come volevamo perché abbiamo calcolato male i tempi. Non sono stati proiettati almeno tre video di sicuro interesse e in questo stravolgimento del programma ne ha fatto le spese il senso dell’incontro che ne esce monco. Uno “spettacolo” a metà, senza il finale che sarebbe servito a chiudere il cerchio. Troppa aggressività da parte mia, troppo livore, incapacità a moderare. Ne sono uscito con le ossa pezzi secondo molti: “sindaci battono Pasquale Giannuzzi 4 a zero” recita un sms giunto sul cellulare di Pasquale Fantasia. “Tu dovresti solo organizzare e non condurre” mi ha consigliato più di uno. E poi in sala qualche amico che origliava qua e la mi ha riferito di persone che si chiedevano da che parte stessimo, oppure c’era chi lodava Mastroleo per la grinta con cui si difendeva e poi chi mi definiva “arrogante” e “fastidioso”. Non è mancato qualche “ma chi te lo fa fare” e ovviamente la solita rassegnazione servita in tutte le salse:”così non si cambiano le cose”, ”le cose non cambieranno mai”, ”il mondo va così ..”, ecc.
Ci sono stati anche apprezzamenti e tre giovani alla fine si sono avvicinati a chiedere informazioni su Civica Città. Ma non mi sembrano i fatti più importanti. Mi piacciono di più le critiche alcune aspre, alcune decisamente affettuose, alcune molto interessate. Mi muovo meglio nelle acque agitate delle polemiche piuttosto che fra le lusinghe e gli apprezzamenti. Lo ammetto non sono un moderatore, ma ricordo che ieri noi abbiamo cercato un confronto politico. Lo ammetto sono molto arrogante, ma non posso nuocere a nessuno: è un arroganza che si alimenta di una attrazione morbosa verso questo paese, un arroganza senza potere, un arroganza contro il potere e, nelle mie intenzioni, consumata a beneficio di chi il potere lo subisce con supina rassegnazione.
Il bilancio sembra un disastro. Milena e Roberto che ho sentito stamane sono un po’ giu. Angela non so. Gli unici a cui sento di chiedere scusa sono loro. E questo lo farei per una qualsiasi ragione loro volessero fare valere contro di me. E saranno i primi che ascolterò con attenzione al più presto.
Ora premesse queste prime sommarie reazioni affastellatesi nel breve volgere di 24 ore, vorrei aprire una discussione partendo dal mio (ovviamente distorto) punto di vista.
Io la serata la racconterei così: Bonasora non c’è rimasto bene, ma se lo aspettava. Lovascio è uscito imbronciato. Mastroleo ha fatto un “figurone” urlando tutta la sua voglia di tornare ai vecchi sistemi della politica. Gentile ha dovuto licenziare il suo addetto stampa per le dichiarazioni poco decorose (secondo lui) rilasciate dallo stesso in sua presenza e riportate nel video. Gentile ha prima preso le distanze e poi ha liquidato il suo addetto stampa su due piedi. Antonello Minoia, questo è il suo nome, mi ha chiamato minacciando una querela. Io ovviamente con lo zelo e la precisione che il caso richiedevano ho comunicato le mie generalità compreso il codice fiscale. Vedremo come andrà a finire.
Ma alla fine che cosa è successo davvero ieri sera? A parte la mia conduzione politicamente scorretta e letteralmente indecente che parole abbiamo ascoltato? quali elementi di interesse politico sono emersi?
Loro vogliono governare un paese che non conoscono. Loro vogliono stare in politica senza assumersi le responsabilità che ne derivano e senza fare in modo che chi adotta politiche nefaste o compie comportamenti contrari all’etica pubblica debba essere menzionato ai cittadini in nome del quale pretendono di governare. Loro i nomi non li fanno perché sono dei galantuomini. E solo una persona volgare come me può essere capace di legare al blabla della politica i fatti e le circostanze che si nascondono dietro le parole. Loro vogliono diminuire gli sprechi, ma non conoscono gli sprechi. Loro o non hanno un programma (Mastroleo ha un progetto di idee) oppure fingono di averlo. Loro non vogliono conoscere nemmeno i dati e le analisi perché l’importante e essere riusciti a costruire coalizioni vincenti. Loro vogliono insegnare ai giovani la politica: Bonasora li vuole mettere al potere rovesciando quel naturale rapporto di antitesi che sta la tra la giovinezza e il potere stesso; Mastroleo rimpiange i tempi in cui con le tangenti si finanziavano le scuole di formazione politica; Gentile e Lovascio vanno sul vago per comodità. Loro pensavano ad un confronto comodo in cui si potesse citare i poteri forti senza menzionarli, parlare di conflitti di interessi senza spiegare nulla ai cittadini su chi li incarna e quali sono gli svantaggi (o i vantaggi facciano loro) per una comunità;

Tutto questo è passato inosservato? Una politica superficiale, incoerente e distratta quando non ignorante sui temi di etica pubblica produce cittadini immorali.
Questo è l’epigrafe con cui targherei la serata di ieri.

Pasquale Giannuzzi

SE QUESTA E’ …ARTE

Chiedo perdono a Primo Levi se ho preso a prestito il titolo del suo Capolavoro letterario, parafrasandolo, ma non ho potuto non vedere similitudine e continuità di comportamenti tra “l’essere (dis)umano” Nazista e aguzzino nei campi di sterminio e tale cosiddetto “artista” Guillermo Habacuc Vargas. Sembrano passati anni luce da quando altri Artisti (quelli sì con la A maiuscola) hanno messo in scena la sofferenza con abilità, senso compositivo e provocazione, tanto per citarne uno: Oliviero Toscani (sue, di qualche mese fa, le foto shock che ritraevano una consenziente modella malata di anoressia). Ora con questo Vargas siamo andati oltre, oggi lui per rappresentare la sofferenza non ha trovato di meglio che raccogliere un povero cane randagio dalla strada, portarlo in un salone espositivo di un un museo e tra gli sguardi incuriositi e compiacenti di organizzatori e visitatori, lasciarlo lentamente morire di fame e di sete legato ad una corda!

Tralasciando il ragionamento sull’opportunità che forse sarebbe stato meglio che a mettere in scena l’esibizione della morte per fame e stenti fosse stato lui stesso, il Vargas, ciò che lascia più sgomenti non è solo quella che potrebbe essere la deviazione mentale di un uomo che ha creduto di fare una cosa originale compiendo, in sostanza, lo stesso abominio che altri, 60 anni prima, avevano già messo in pratica addirittura come rito di massa ad Auschwiz, Birkenau, Belsen ecc…, ma l’indifferenza e/o la complicità dei responsabili del museo e dei visitatori. Capisco che molti potrebbero indignarsi per questo mio azzardato accostamento, ma vedete, questa non è che una piccola variabile di quella stessa brutalità. Il sadismo di fondo è stato lo stesso, indipendentemente dal fatto che allora si sia trattato di milioni di persone innocenti e oggi di un povero cane. Non è infatti paragonabile la sola, unica, vita di una povera bestia inconsapevole ed innocente, a quella della più grande tragedia del ‘900, ma qui in discussione è la stessa lucida indifferenza alla violenza, di chi ha assistito e consentito che ciò avvenisse. Sono certo che questo individuo, che fatico a definire “uomo”, non avrebbe avuto scrupoli nel fare lo stesso con i propri simili, se si fosse trovato a dirigere un campo di sterminio nazista, piuttosto che uno di quei “Garage” del centro della Buenos Aires dei Generali. Oggi l’infame individuo è stato invitato a partecipare alla Biennale d’Arte Centroamericana e fortunatamente un coro di proteste si sta sollevando da mezzo mondo ed è aperta la sottoscrizione online per una petizione mossa a richiedere l’esclusione di Vargas dall’evento.

Invito tutti, quindi, a voler perdere 5 minuti del proprio tempo per Aderire alla Petizione affinché non possa ripetersi tale abominio sotto le definizioni di “Arte” e “Artista” ma definendo tali eventi per quello che in effetti sono:

CRIMINE e CRIMINALE!

Donato Fanelli

La petizione è sottoscrivibile a questo link:

http://www.petitiononline.com/13031953/petition.html