Incontro con i candidati sindaco – riflessioni

Ieri sera non è andata come volevamo perché abbiamo calcolato male i tempi. Non sono stati proiettati almeno tre video di sicuro interesse e in questo stravolgimento del programma ne ha fatto le spese il senso dell’incontro che ne esce monco. Uno “spettacolo” a metà, senza il finale che sarebbe servito a chiudere il cerchio. Troppa aggressività da parte mia, troppo livore, incapacità a moderare. Ne sono uscito con le ossa pezzi secondo molti: “sindaci battono Pasquale Giannuzzi 4 a zero” recita un sms giunto sul cellulare di Pasquale Fantasia. “Tu dovresti solo organizzare e non condurre” mi ha consigliato più di uno. E poi in sala qualche amico che origliava qua e la mi ha riferito di persone che si chiedevano da che parte stessimo, oppure c’era chi lodava Mastroleo per la grinta con cui si difendeva e poi chi mi definiva “arrogante” e “fastidioso”. Non è mancato qualche “ma chi te lo fa fare” e ovviamente la solita rassegnazione servita in tutte le salse:”così non si cambiano le cose”, ”le cose non cambieranno mai”, ”il mondo va così ..”, ecc.
Ci sono stati anche apprezzamenti e tre giovani alla fine si sono avvicinati a chiedere informazioni su Civica Città. Ma non mi sembrano i fatti più importanti. Mi piacciono di più le critiche alcune aspre, alcune decisamente affettuose, alcune molto interessate. Mi muovo meglio nelle acque agitate delle polemiche piuttosto che fra le lusinghe e gli apprezzamenti. Lo ammetto non sono un moderatore, ma ricordo che ieri noi abbiamo cercato un confronto politico. Lo ammetto sono molto arrogante, ma non posso nuocere a nessuno: è un arroganza che si alimenta di una attrazione morbosa verso questo paese, un arroganza senza potere, un arroganza contro il potere e, nelle mie intenzioni, consumata a beneficio di chi il potere lo subisce con supina rassegnazione.
Il bilancio sembra un disastro. Milena e Roberto che ho sentito stamane sono un po’ giu. Angela non so. Gli unici a cui sento di chiedere scusa sono loro. E questo lo farei per una qualsiasi ragione loro volessero fare valere contro di me. E saranno i primi che ascolterò con attenzione al più presto.
Ora premesse queste prime sommarie reazioni affastellatesi nel breve volgere di 24 ore, vorrei aprire una discussione partendo dal mio (ovviamente distorto) punto di vista.
Io la serata la racconterei così: Bonasora non c’è rimasto bene, ma se lo aspettava. Lovascio è uscito imbronciato. Mastroleo ha fatto un “figurone” urlando tutta la sua voglia di tornare ai vecchi sistemi della politica. Gentile ha dovuto licenziare il suo addetto stampa per le dichiarazioni poco decorose (secondo lui) rilasciate dallo stesso in sua presenza e riportate nel video. Gentile ha prima preso le distanze e poi ha liquidato il suo addetto stampa su due piedi. Antonello Minoia, questo è il suo nome, mi ha chiamato minacciando una querela. Io ovviamente con lo zelo e la precisione che il caso richiedevano ho comunicato le mie generalità compreso il codice fiscale. Vedremo come andrà a finire.
Ma alla fine che cosa è successo davvero ieri sera? A parte la mia conduzione politicamente scorretta e letteralmente indecente che parole abbiamo ascoltato? quali elementi di interesse politico sono emersi?
Loro vogliono governare un paese che non conoscono. Loro vogliono stare in politica senza assumersi le responsabilità che ne derivano e senza fare in modo che chi adotta politiche nefaste o compie comportamenti contrari all’etica pubblica debba essere menzionato ai cittadini in nome del quale pretendono di governare. Loro i nomi non li fanno perché sono dei galantuomini. E solo una persona volgare come me può essere capace di legare al blabla della politica i fatti e le circostanze che si nascondono dietro le parole. Loro vogliono diminuire gli sprechi, ma non conoscono gli sprechi. Loro o non hanno un programma (Mastroleo ha un progetto di idee) oppure fingono di averlo. Loro non vogliono conoscere nemmeno i dati e le analisi perché l’importante e essere riusciti a costruire coalizioni vincenti. Loro vogliono insegnare ai giovani la politica: Bonasora li vuole mettere al potere rovesciando quel naturale rapporto di antitesi che sta la tra la giovinezza e il potere stesso; Mastroleo rimpiange i tempi in cui con le tangenti si finanziavano le scuole di formazione politica; Gentile e Lovascio vanno sul vago per comodità. Loro pensavano ad un confronto comodo in cui si potesse citare i poteri forti senza menzionarli, parlare di conflitti di interessi senza spiegare nulla ai cittadini su chi li incarna e quali sono gli svantaggi (o i vantaggi facciano loro) per una comunità;

Tutto questo è passato inosservato? Una politica superficiale, incoerente e distratta quando non ignorante sui temi di etica pubblica produce cittadini immorali.
Questo è l’epigrafe con cui targherei la serata di ieri.

Pasquale Giannuzzi