25 aprile: Informazione e Rifondazione

Alcuni iscritti a Civica Città hanno palesemente dichiarato di voler organizzare per il 25 Aprile prossimo V2 Day promosso da Beppe Grillo sul tema dell’informazione. Commentate e proponete.

repubblica14febbraio2008.jpg

Il 25 aprile si terrà il V2 Day sulla libera informazione in un libero Stato. Il cittadino informato può decidere, il cittadino disinformato “crede” di decidere. Disinformare è il miglior modo per dare ordini.
Si raccoglieranno le firme per tre referendum: l’abolizione dell’ordine dei giornalisti creato da Mussolini, presente solo in Italia, la cancellazione dei contributi pubblici all’editoria, che la rende dipendente dalla politica, e l’eliminazione del Testo Unico Gasparri sulla radiotelevisione, per un’informazione libera dal duopolio partiti-Mediaset.
La principale manifestazione “dovrebbe” tenersi a Torino, in piazza Castello. Il condizionale è dovuto al veto di Rifondazione Comunista di usare la piazza nel giorno della Liberazione. Io credo che le piazze non siano di proprietà dei partiti e che il 25 aprile non sia una data del calendario riservata a Bertinotti. E’ una grande festa nazionale, si celebra la fine della guerra e la speranza di una vera democrazia, in seguito tradita mille volte dai partiti. Beppe Grillo

L’anima perduta nella monnezza di Napoli

<B>L'anima perduta<br>nella monnezza di Napoli</B>NIENTE è cambiato. Si è tentato – tardi, tardissimo – ma non si è risolto nulla. L’esercito, i volontari, la pazienza e le proteste. Ma tutto versa nello stesso stato di prima. O quasi. Il centro e le piazze vengono salvati, si cerca di non farli soffocare dai sacchetti. E nella scelta dei luoghi in cui raccoglierli emerge la differenza fra le zone e le città. Zone dove conviene pulire per evitare che turisti e telecamere arrivino facilmente, strade dove vivono professionisti e assessori. E invece altre dove la spazzatura può continuare ad accumularsi. Tanto lì la monnezza non va in prima pagina. I paesi divengono discariche di fatto. Tutta la provincia è un’ininterrotta distesa di sacchetti. E la rabbia aumenta. Spazzatura ai lati delle strade, o che si gonfia in collinette multicolori fuori dai portoni, dove sono apparse scritte come “non depositare qui sennò non si riesce più a bussare”. Niente è cambiato se non l’attenzione. Dalla prima pagina alle cronache locali.
Lentamente tutto questo rischia di divenire abituale, ordinario: la solita monnezza, parte del folklore napoletano, quotidiana come lo scippo, il lungomare e la nostalgia per Maradona. E invece qui è tragedia. Spazzatura ovunque, discariche satolle, gonfie, marce. Camion stracolmi, in fila. Proteste. E poi dibattiti, indagini, dimissioni, e colpevoli, ecologisti, camorristi, politici, esperti. Maggioranze e opposizioni e cadute di governo. Ma la monnezza resiste a tutto. E continua ad aumentare. La spostano dal centro alla periferia, la spediscono fuori città, qualcosa fuori regione. Però non basta mai, perché quella si riforma, si accumula di nuovo. Tutti pronti a parlare, in un’orchestra che emette suoni talmente confusi da divenire indecifrabili come il silenzio.
Continua a leggere

Occhi bianchi sul pianeta Italia

occhi_bianchi.jpgGli onesti sono il vero problema dell’Italia. Senza questa infame categoria di individui potremmo vivere in pace, senza denunce, scandali e la moglie di Mastella confinata a Ceppaloni. L’Italia sarebbe pacificata e serena
Gli onesti sono i veri diversi. Sono loro i disadattati. Tutti gli altri cittadini hanno gli occhi bianchi, senza pupille. Vedono la realtà attraverso Fede, Riotta, Vespa, Mentana, Ferrara. Gli onesti hanno occhi normali, vedono il mondo com’è, non come dovrebbe essere. Sono pericolosi. Alieni da sterminare.
La società italiana li sta contrastando con azioni efficaci, anche se non ancora risolutive. Diverse categorie stanno producendo anticorpi in proprio. I giornalisti onesti sono sotto scorta, come Saviano, o possono scrivere solo su quotidiani assistiti che nessuno legge, come Travaglio. I giudici dotati di pupilla, quelli che vedono Berlusconi e D’Alema per ciò che sono, finiscono sotto processo. Il CSM fa sempre, senza sconti, gli interessi del Paese. La categoria dei politici è quasi perfetta, gli onesti non sono più un problema, sono scomparsi. Gli occhi di Geronzi sono i più bianchi del pianeta Italia. Una garanzia per le bancarotte e gli AIDS-bond. Il sistema bancario con lui è al sicuro da contagi della feccia degli onesti, del resto emarginata o riparata all’estero.
Se l’informazione, la politica e la finanza sono sotto controllo, esistono, purtroppo, ancora nella popolazione frange di delinquenti anti sistema, anti inceneritori, anti condannati in Parlamento, anti base Nato Dal Molin, anti mafia, anti camorra, anti TAV in Val di Susa, anti privatizzazione dell’acqua, anti conflitto di interessi.
Gente subdola che, attraverso una palese manifestazione di onestà, vuole in realtà andare contro gli interessi del Paese. Gente antidemocratica. L’onestà in Italia è sovversiva. Ma a questa fastidiosa anomalia verrà posto rimedio. Il quinquennio berlusconiano che ci attende sanerà finalmente la parte infetta della nazione. Dopo ci saranno solo occhi bianchi e capelli finti come tutto il resto. Gli onesti diventeranno leggenda.

Beppe Grillo

Il costo della libertà di cambiare idea

tornare%20sui%20propri%20passi.JPGEdge è una fondazione no-profit che raccoglie i contributi intellettuali dei maggiori scienziati, filosofi, letterati e pensatori del nostro tempo. Ogni anno lancia un tema a cui questa elite di belle menti risponde. Il tema del 2008 è stato: “Su cosa avete cambiato idea? E perché?
Si tratta in sostanza dell’ammissione, da parte di gente che fa delle idee e delle proprie intuizioni il proprio destino, di aver clamorosamente toppato.
Naturalmente mi sono letta le risposte degli psicologi (ve le ho linkate in fondo al post) e ve ne riporto una che mi è piaciuta particolarmente, quella di Daniel Gilbert Professore di Psicologia alla Harvard University.

“Sei anni fa ho cambiato idea sul beneficio di essere in condizione di cambiare idea. Nel 2002 Jane Ebert e io scoprimmo* che le persone sono solitamente più felici quando prendono decisioni irrevocabili. Quando i soggetti nei nostri esperimenti erano in condizione di ripensare e modificare le decisioni prese tendevano a considerare sia gli aspetti positivi che quelli negativi delle stesse decisioni, ma quando non potevano tornare indietro tendevano a concentrarsi solo sugli aspetti positivi e ignoravano quelli negativi. Per questo erano molto più soddisfatti quando avevano fatto scelte irrevocabili rispetto a quando avevano fatto scelte sulle quali avrebbero potuto ancora intervenire. Per ironia della sorte le persone non si rendevano conto che questo sarebbe accaduto e preferivano di gran lunga il fatto di avere l’opportunità di cambiare idea.
Fino ad allora avevo sempre creduto che l’amore causasse il matrimonio. Ma questi esperimenti suggerivano che il matrimonio avrebbe anche potuto causare l’amore. Se prendi il dato in seria considerazione, agisci in base ad esso, così quando arrivarono questi risultati andai a casa e chiesi alla donna con cui vivevo di sposarmi. Lei disse di sì e fu provato che i dati erano corretti: amo mia moglie più di quanto abbia mai amato la mia fidanzata.
La capacità delle persone di cambiare idea è un segno di intelligenza, ma la libertà di farlo ha un costo”.

Le risposte degli altri psicologi al quesito di Edge: Simon Baron-Cohen, Susan Blackmore, David Buss, Gerd Gigerenzer, Dan Gilbert, Daniel Goleman, Jon Haidt, Marc Hauser, Daniel Kahneman, Geoffrey Miller, Steve Pinker, Martin Seligman.

Fonte | Quando la scienza confessa: ho sbagliato (Corriere.it)
*Paper originale | Decisions and Revisions: The Affective Forecasting of Changeable Outcomes (pdf)

Sme: Silvio Berlusconi si è assolto

Udienza lampo di appena 15 minuti, l’accusa aveva chiesto la prescrizione La depenalizzazione era stata varata dal governo presieduto dall’imputato
“Il falso in bilancio non è più reato”
“Il fatti non sono più previsti dalla legge come reato”. Con questa formula i giudici della I sezione penale del Tribunale di Milano hanno prosciolto Silvio Berlusconi dall’accusa di falso in bilancio nell’ultimo stralcio di procedimento nato con il caso-Sme. Gli episodi contestati all’ex premier, infatti, risalivano alla fine degli anni Ottanta. All’inizio dell’udienza, durata meno di un quarto d’ora, l’accusa aveva chiesto la prescrizione, mentre la difesa aveva sollecitato i giudici ad un verdetto di proscioglimento perché i fatti non costituiscono più reato. Era stato, infatti, proprio durante il governo Berlusconi che il falso in bilancio era stato derubricato. Una interpretazione, quest’ultima, che è stata accolta dai giudici.

I fatti contestati all’ex premier risalivano al periodo che va dal 1986 al 1989, e, quindi, sarebbe comunque state coperti dalla prescrizione. I giudici, come detto, hanno però deciso di prosciogliere Berlusconi perché il fatto non è più previsto come reato, invece che dichiarare la prescrizione, come richiesto dal pm Ilda Boccassini. Il procedimento in cui Berlusconi era imputato di falso in bilancio era stato stralciato dal troncone principale del processo Sme, in quanto i giudici avevano investito la Corte europea affinché valutasse la congruità della normativa italiana sul falso in bilancio con le direttive comunitarie.

Continua a leggere