La storia delle Cose (Story of Stuff)

Annie Leonard ci spiega qual’è il problema della corsa al consumismo iniziata negli anni 50.

Il perchè oggi ci stiamo dirigendo contro un muro.

Si ringrazia il progetto dePILiamoci a cura di Roberto Lorusso e Nello De Padova per la traduzione e il doppiaggio italiano

PARTE PRIMA

PARTE SECONDA

PARTE TERZA

Rifiuti Zero il futuro è adesso

Lettera da Pianura (NA) (dal blog di Piero Ricca)

Caro Piero

Sono passati 5 mesi dall’ennesimo boom dei rifiuti partito da Pianura. Ora sarebbe bello poterti dire che il problema è stato risolto ma come ben sappiamo non è così. Dopo Pianura si sono uniti alla protesta Taverna del Re (Giugliano), Marigliano, l’Avellinese e il Beneventano e ora Chiaiano a cui va tutta la nostra più sentita solidarietà.

A gennaio le amministrazioni potevano approfittare della sensibilità della gente per far partire la raccolta differenziata in modo serio ma non hanno fatto niente. Solo questo provvedimento ora avrebbe ridotto almeno del 40% la quantità di immondizia che è tutt’ora per strada. E ci teniamo a precisare che per strada ci sono riversi anche cumuli di rifiuti differenziati, perché nel frattempo i napoletani la differenziata la stanno facendo lo stesso. E non è partito neanche un monitoraggio della produzione e dello smaltimento di questi benedetti RIFIUTI TOSSICI prodotti dalle industrie, che sicuramente in questi mesi non hanno interrotto i loro cicli di produzione.

Abbiamo assistito stupefatti ai decreti che ha emesso Prodi da Presidente del Consiglio uscente: uno (emesso a febbraio) che autorizza l’incenerimento delle piramidi di ecoBALLE campane nel futuro inceneritore di Acerra, l’altro (emesso ad aprile) che ha esteso il segreto di Stato sull’individuazione del sito unico di stoccaggio delle scorie nucleari. Ma se lo Stato siamo noi, il segreto diventa un paradosso…

Poi si è insediato il nuovo governo, che ha promesso di risolvere il problema: ma non dimentichiamoci che Bertolaso-bis è l’ennesimo commissario di una situazione che già 14 anni fa doveva essere straordinaria e risolta in circa 10 mesi. E nessuno di loro ha mai denunciato qualcuno per disastro ambientale, nonostante sia ben noto che le discariche (legali e non) sono state sempre manovrate dalla camorra.

L’On. Bocchino del Pdl recentemente ha diffuso un tariffario delle cifre che sarebbero state corrisposte dalla camorra ai manifestanti contro la discarica. Gradiremmo conoscere la fonte di queste informazioni, perché se l’On. Bocchino ha denunciato questo fatto ai soli organi di stampa e non alla magistratura sarebbe un fatto molto grave. A chi protestava civilmente lo Stato ha solo saputo imporre centinaia di poliziotti e carabinieri mai visti prima: pensate che a garantire l’incolumità di 90.000 pianuresi di solito c’è una sola volante con 3 carabinieri, ogni tanto affiancata da un’altra volante di 3 poliziotti.

Assistiamo poi all’agghiacciante omicidio di Michele Orsi, testimone chiave nell’inchiesta Spartacus che stava facendo luce sui rapporti tra camorra e politica e al quale non era stata assegnata la scorta. Qui lo Stato ha peccato di superficialità, perché non si può non tutelare una persona che è a conoscenza di informazioni così importanti e che sta collaborando attivamente con la giustizia.

Il nostro appello va soprattutto agli abitanti delle zone contigue ai siti di Bussi sul Tirino (PE), Pitelli (SP), Cerro Maggiore (MI) etc. etc. infestati anch’essi da rifiuti tossici: Pianura ed ora Chiaiano hanno lottato e lottano anche per voi. Diciamo all’Italia che il problema c’è, e non è solo la munnezza di Napoli.

Diego e Fernando

Pattumella…chi l’ha vista?

La raccolta dell’umido non è mai stato un punto forte di Conversano. Si è tentato qualcosa negli anni passati, sono stati installati circa 200 cassonetti per la raccolta dei rifiuti organici, ora si vocifera di questa pattumella….la realtà è che se provate ad aprire uno qualsiasi dei cassonetti marroni sparsi per il paese, ecco lo spettacolo che trovate

 

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Forse la gente pensa che quel cassonetto marrone, lì accanto a quello grigio, abbia in realtà la funzione di contenitore extra, per quando il cassonetto grigio è già colmo, o per quei rifiuti di cui in realtà non si sa bene cosa farne: tipo lattine d’olio, cartoni ingombranti, televisori..!!!

Per un periodo, armata di buona volontà e mettendomi forse più di una volta la mano sugli occhi quando aprivo il cassonetto dell’umido, ho fatto la raccolta differenziata dell’organico. Ma quando una mattina mi sono imbattuta in un addetto alla raccolta che mi faceva capire in maniera eloquente che ero una povera illusa, ho capito che era il momento di guardare in faccia la realtà e cambiare strategia. Se la montagna non va da Maometto… Punto 1: ridurre ANCHE i rifiuti organici. Punto 2: costruirsi una compostiera domestica.

Ora pare che il problema della compostiera sarà risolto per le famiglie conversanesi dalla distribuzione da parte del Comune delle pattumelle, dei contenitori per la raccolta in casa dei rifiuti organici da conferire poi al gestore dei rifiuti (Tra.de.co. in questo caso) che dovrebbe occuparsi di trasformare i l’umido in compost. Speriamo non si ripeta la storia di Tersan Puglia….

Un’iniziativa che se ben implementata può portare sicuramente molti vantaggi, anche di ordine economico, visto che smaltire un chilo di rifiuti organici costa al Comune (e quindi ai cittadini tramite la tassa sui rifiuti) circa 40 euro a tonnellata.

Sembra che il nuovo sistema di raccolta differenziata entrerà a regime entro il 31 marzo. Per ora di queste pattumelle se ne è solo sentito parlare, e neanche tanto. A mio avviso la sfida più grande per il Comune dovrebbe essere quella di informare e formare i cittadini ad una corretta raccolta differenziata.

Gli ultimi dati ufficiali della raccolta differenziata dell’umido a Conversano nel triennio 2003-05 sono veramente desolanti: dal 10,3% nel 2003, si è assistito ad un picco (inspiegabile?) nel 2004 e 2005, dove la raccolta dell’umido è stata dello….0%! Il prossimo riepilogo ufficiale, che coprirà il triennio 2006-2008, non sarà meglio: al Novembre 2007, il dato trasmesso dal Comune di Conversano alla Regione Puglia relativamente alla percentuale di frazione umida raccolta era, ancora, dello ZERO PER CENTO.

 

Scritto da Carmen Boscolo, autrice di Verde non è un colore e co-organizzatrice di ecoCamp

 

Un ”minestrone di plastica”

Un ”minestrone di plastica” grande due volte gli Stati Uniti galleggia nell’Oceano Pacifico, tenuto insieme dalle correnti sottomarine.

E’ questa la scioccante scoperta degli oceanografi che rivelano come la sterminata massa di rifiuti, di fatto la piu’ grande discarica del mondo, abbia inizio a 500 miglia nautiche dalla costa della California, attraversi il Pacifico meridionale, oltrepassando le Hawaii per poi arrivare fin quasi al Giappone.

A scoprirla – riporta il quotidiano britannico: The Independent – e’ stato l’oceanografo americano Charles Moore, secondo il quale questo ”vortice di spazzatura” ammonterebbe a circa 100 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica gettati in mare e crescerebbe a ritmo vertiginoso come un ‘blob’. Lo studioso, un ex marinaio erede di una famiglia di petrolieri, si era imbattuto per la prima volta nell’inquietante formazione nel 1997 nel corso di una regata. ”Ogni volta che salivo sul ponte vedevo spazzatura galleggiare. Come abbiamo fatto a inquinare un’area cosi’ grande?”, ha detto Moore, la cui scoperta lo ha spinto a cedere la sua parte dell’impresa di famiglia, a darsi all’ambientalismo e allo studio degli oceani e a fondare la Algalita Marine Reseach Foundation, una fondazione per la ricerca sugli ecosistemi marini.

La sterminata discarica – dove si puo’ trovare un po’ di tutto, dai palloni da calcio ai mattoncini del Lego, fino ai famigerati sacchetti di plastica – e’ in realta’ formata da due parti: la massa orientale, a sud-ovest del Giappone e quella occidentale a nord-ovest delle Hawaii. Curtis Ebbesmeyer, un oceanografo che da oltre 15 anni studia il problema della plastica dispersa in mare, ha paragonato il ”minestrone” ad un gigantesco organismo vivente: ”Si divincola come un grosso animale senza guinzaglio”. E quando si avvicina alla terraferma, come succede all’arcipelago delle Hawaii, le conseguenza sono drammatiche: ”E’ come se vomitasse e le spiagge si coprono di ”confetti” di plastica”.

David Karl, un oceanografo dell’universita’ delle Hawaii ha dichiarato che ulteriori ricerche sono necessarie per stabilire l’estensione e la composizione del ”minestrone di plastica”, ma che non vi e’ alcuna ragione di dubitare la validita’ della tesi di Moore. ”Da qualche parte la plastica deve pure finire”, ha detto. Tony Andrady, un chimico dell’istituto di ricerca americano Triangle, e’ d’accordo: ”Ogni piccolo pezzo di plastica finito in mare da 50 anni a questa parte e’ ancora li”.

Moore ha aggiunto infine che la massa di rifiuti non e’ rilevabile attraverso le foto satellitari perche’ e’ traslucida e galleggia sotto la superficie del mare. ”La vedi soltanto quando te la ritrovi davanti alla prua”, ha detto. Secondo il programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite la plastica galleggiante – che forma circa il 905 di tutti i rifiuti che inquinano i mari – provoca la morte di 100.000 mammiferi marini e di un milione di uccelli ogni anno.

Per Marcus Eriksen, direttore della ricerca della Algalita Marine Reseach Foundation, tutti questi rifiuti rappresentano un rischio anche per la salute dell’uomo. Minuscoli pezzetti di plastica si trasformano in una sorta di spugna per agenti inquinanti come idrocarburi e DDT e poi entrano nella catena alimentare. ”Cio’ che cade nell’oceano finisce dentro agli animali e prima o poi nel nostro piatto”, ha detto.

www.ansa.it

Nanoparticelle al sapore di aria. A futura memoria…. Il “sistema Italia”

nanoparticelleLo scorso settembre, la federazione degli ordini dei medici della Emilia Romagna, aveva chiesto con una lettera urgente, a tutti i presidenti di provincia e i sindaci, che non fosse concessa il “nulla osta” alla edificazione di nuovi termovalorizzatori –inceneritori nella regione. In Italia, una persona su cinque muore per inquinamento, si dissertava con meticolosa e preoccupata introduzione ad una lista di cause-effetti dell’inquinamento sulla salute. Se ne quasi parlava, in momenti diversi, molto sportivamente, senza offrire alternative possibili, anche su RAI TV3 – Programma: RAINEWS 24; anche Emilio Fede RETE4 – Programma: TG 4; anche RAI RADIO 2 – Programma: GR 2; anche CANALE 5 – Programma: TG5 MATTINA . Se ne occupava inoltre Rai 1 delle ore 07.20 del 17 gennaio 2005. Cosa e’ cambiato da allora? Nulla.
Il potere delle caste non vive sulla terra. Loro sono altrove, immunizzati da tutto. Ma le nostre citta’ sono camere a gas, c’e’ di tutto, metalli pesanti, ozono, benzene, polveri sottili, nanoparticelle, materiali particolati. Oltre 20 milioni di cittadini italiani si trovano sotto la spada di Damocle, e nessuno della casta dice, suggerisce, applica alternative. Quello che si fa, sarebbe una fortuna fosse il nulla, perche’ si fa il contrario del nulla, il contrario di quello che si dovrebbe fare.
Rispetto all’Europa, tanto per farci onore, siamo all’ultimo posto come qualita’ dell’aria, e i livelli soglia permessi dalla Ue li abbiamo superati da tempo. A questo degrado imposto dalla logica del corporativismo, del confindustrialismo, del petrolio, dell’asfalto, della gomma dell’automobile, si contrappone un silenzio stampa come da nessuna parte al mondo tra i Paesi democraticamente civili. Continua a leggere